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IV🦁 LA LUNGA SENESCENZA E L’ERA DEL TURISMO Sembra fatale, ma ogni qualvolta si chiudono prospettive economiche che avevano rappresentato un grande volano di sviluppo e crescita come il commercio, l’industria o l’agricoltura specializzata; prendono il sopravvento attività terziarie con una bassa impronta economica. Oggi sembra che ogni crisi possa risolversi nell'uovo di colombo rappresentato dal turismo. Come se un lavoro stagionale sottopagato e non particolarmente qualificato possa sostituirsi al lavoro continuativo ed a maggior valore aggiunto in altri settori più stabili, o peggio lavoratori isolati e dispersi fare le veci di intere classi di lavoratori specializzati. L’odierno collezionismo di comparsate in luoghi eminenti a cui si è ridotto il turismo, con la sua economia effimera e vaporosa ed al contempo traballante non è affatto un fenomeno sconosciuto al passato anzi. Abbandoniamo quindi la contemporaneità e torniamo nella Nostra Amata Repubblica, sebbene nel suo momento di minor gloria, il ‘700 dei Tiepolo, delle feste in maschera e degli infiniti carnevali, del gran Tour e dell’untuoso sfarzo dei palazzi Patrizi. Passato il tempo del grande commercio, ora lo Stato e la sua classe dirigente vivono degli interesse sul debito pubblico e con le rendite fondiarie cerealicole. Conclusa con la pace di Passarowitz la serie di guerre turco Venete combattute in Morea, che avevano ingombrato la fine del ‘600 e le prime due decadi del ‘700. Dopo aver sventato l’assedio di Corfù del 21 agosto 1716, Venezia si chiude in una apatica esistenza, che gli storici usano definire la lunga senescenza della Repubblica in attesa dell' inevitabile. Proprio in questa fase, in cui la Repubblica vive la sua esistenza di morto che cammina, a Venezia comincia la molle stagione dell'economia turistica. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify