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IV🦁 I TEATRI Nel 1637 a Venezia nasce il primo teatro d’opera pubblico, il San Cassiano della famiglia Tron. La pièce rappresentata non nasce più per la volontà di un Mecenate, come era avvenuto sino a quel momento, ma per iniziativa di un impresario che la finanziava con il pagamento dei biglietti. Sorge allora il concetto di teatro come merce vendibile. In realtà esistevano già teatri aperti al pubblico pagante operando su base commerciale, ma sino a quel momento era una prerogativa delle sale da prosa specializzate in drammi e commedie, mentre l’opera era rimasta uno spettacolo privato, riservato alla nobiltà e alle corti. Il San Canzian sembra essere anche il primo teatro appositamente progettato per l'opera all'italiana, stando ad un documento del 1636 a firma dei fratelli Tron, ma al momento il documento scoperto negli anni 60 da Remo Giazzotto è introvabile. Prima della sua riprogettazione seicentesca nel teatro si rappresentavano commedie dal 1581. Lavorarono per il Teatro dei Tron vari compositori: tra cui Francesco Cavalli, molto presente nella scena seicentesca, accompagnato e seguito da Pietro Andrea Ziani, Marc’Antonio Ziani, Antonio Gianettini e Tomaso Albinoni, molto rappresentato a metà settecento, infine Antonio Pollarolo, Francesco Gasparini, Carlo Francesco Pollarolo, Antonio Lotti, Gaetano Latilla e Baldassare Galuppi. Nel 1763 il teatro fu nuovamente restaurato e gli spazi ripartiti con nuovi palchi. Malgrado ciò già nel 1776 il teatro subì un precoce stato di degrado, tanto che il Casanova poté scrivere: «donne di malavita e giovinotti prostituiti commettono ne’ palchi in quarto ordine que’ delitti che il governo, soffrendoli, vuole almeno che non sieno esposti all’altrui vista» Senza voler indulgere in una, in questo momento e luogo, capziosa analisi sociologica della prostituzione, riteniamo difficile che le donne avrebbero consumato piaceri erotici subitanei dietro le cortine dei piccoli palchi, quindi l’offerta era rivolta ad altra domanda. Dopo un'ultima stagione nel 1798 il teatro fu chiuso dalle autorità di occupazione francese. Più tardo il Teatro San Benedetto fu fatto edificare dalla famiglia Grimani nel 1755 per sostituire il loro altro teatro, il San Giovanni Grisostomo troppo grande per le loro esigenze e dedicato all'opera seria. (Nasce dall'espulsione della Società dei palchettisti dal San Benedetto la creazione della Fenice a fine ‘700). Legata a questo teatro una famosa storia Veneziana che vede coinvolta Cecilia (Zen)Trona moglie del fratello di Andrea Tron Francesco e nota animatrice di un salotto illuminista. Si racconta che i duchi di Curlandia, tributari dell'impero Russo, durante un carnevale volessero assistere ad un'opera lirica, intrattenimento per cui era famosa Venezia nel mondo, ma il teatro San Benedetto non aveva posti disponibili finché la Patrizia non decise di concedere il proprio palco ai duchi ma in cambio di una cifra spropositata di 80 Ducati. Il giorno seguente cominciarono a circolare foglietti anonimi contenenti un’invettiva contro di lei: “E brava la Trona la vende el palco pi caro de la mona”. La famosa salottiera nota per le sue battute di spirito sagaci e argute rispose: “Mi le me grasie le dono”. Il Teatro San Giovanni Grisostomo ebbe importanza operistica nel 6/700. Fu inaugurato durante il carnevale del 1678 diventando immediatamente il maggiore e più lussuoso palcoscenico veneziano. Vi venivano allestite opere sontuose e vi si esibivano cantanti di alto livello. Durante il suo periodo d'oro furono attivi presso questo teatro grandi compositori, come Pollarolo, Scarlatti e Händel. Dagli anni 30 del ‘700 entrò in crisi e con la direzione di Carlo Goldoni, che vi rappresentò anche molte delle sue opere, le pièce musicali persero importanza, in favore della prosa. Fu uno dei pochi teatri Veneziani a restare aperto durante l'occupazione francese. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify