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IV🦁UN BILANCIO Nel suo ultimo secolo, malgrado i tentativi di invertire la rotta, sull’economia della Dominante cominciò a pesare sempre più il turismo. Potrebbe sembrare una cosa non sgradevole, pensiamo a Las Vegas che vive di turismo, per giunta simile a quello della Venezia nel suo ultimo scorcio di libertà, ma un conto è essere una grossa città divertimentificio, senza ruolo di leadership, che tosa il resto del paese. Un paese che vive di altro, mentre Venezia rappresentava per la Repubblica Veneta il 50% dell'imponibile. Il turismo non poteva essere un’alternativa stabile e di qualità allo scadimento del commercio e alla crisi agricola. Uno stato non poteva vivere di turismo, un esempio su tutto: in bassa stagione, come abbiamo visto, anche le puttane per il popolo entravano in crisi perché uomini di fatica, gondolieri e personale di servizio subivano la stagionalità è già da allora che la gondola da mezzo di trasporto si afferma come “poltrona a dondolo per cretini” (Marinetti). Il turismo produce lavoro povero, discontinuo e dequalificato. Il reddito prodotto non arricchisce né lo Stato né i lavoratori è solo un polmone di occupazione, non un creatore di economia. I Patrizi che invece di dare il sangue per la riforma dello Stato si sono buttati sulla nuova fonte di reddito parassitaria investendo in case da gioco, bordelli e teatri hanno contribuito a spegnere la Patria tanto quanto i rentier fondiari e i detentori di debito pubblico. ✍🏻Andrea Alexandro Nałeto Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify