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@gabgerm

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Pubblicato8 set08/09/2025, 14:52
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CIPRO 25, TRA MALE E MALISSIMO È triste dover constatare che un popolo martire è costretto ora a scegliere tra due rischi. Un paese che ha vissuto l’occupazione ottomana, poi la gestione inglese, caratterizzata dal suo sempiterno dividi et impera, che ha incancrenito a dismisura il rapporto tra le etnie dell’isola. Il partito di sinistra cipriota e una parte della popolazione sono preoccupati dalla sempre più invasiva presenza israeliana sul territorio dell'isola, ma tutta la popolazione cipriota ha un nemico più presente e ricorda il 1974, condivide l’odio per l’invasore turco, con la sua pulizia etnica e la bulimia territoriale, 40%. Il paese ha davanti a sé il nemico mortale ed eterno ed uno potenziale, che noi sappiamo essere deleterio, ma che per assurdo dà sicurezza ad un paese che da 51 anni vive precario e immerso nel senso di ingiustizia. Un passato che non passa come abbiamo visto dal fallimento del referendum sul piano Annan del 2004, che proponeva una riappacificazione tra le parti, in realtà il solito “chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato” che avrebbe confermato lo status quo con la creazione di due entità federali sulla base dei territori occupati, che erano andati ben oltre le aree turche e assai oltre la proporzione tra abitanti e territorio. Inoltre non era contemplata una richiesta pressante dei greco-ciprioti: l’espulsione dei coloni turchi anatolici giunti dopo il ‘74 per modificare le proporzioni etniche. Se a noi le colonie sioniste recintate nella campagna cipriota fanno paura e ricordano con orrore la Palestina, per ora a Cipro eccetto che per la sinistra, le cose sono viste in modo meno ansiogeno. Allettano l’inserimento nelle vie di comunicazione e nel sistema dei gasdotti dell'Entità Sionista verso l’Europa e rassicura la potenza militare israeliana contro il pericolo turco. Il dramma dei piccoli popoli costretti alla politica del chiodo schiaccia chiodo, dai curdi a Cipro, passando per gli Azawad. PS le basi militari di Akrotiri e Dhekelia, che molto probabilmente fanno da rifugio sicuro per gli aerei sionisti in caso di attacco e sono centrali nella catena di rifornimento per Israele, in forza dei trattati di Londra e Zurigo del 1959 sono rimaste territori d’oltremare del Regno Unito e non sono parte del paese. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify