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🇸🇴 SOMALIA 🇸🇴IV L'ORGANIZZAZIONE SOCIO-POLITICA DEI SOMALI A)CABILE PASTORALI I Somali mostravano ai tempi della colonizzazione una struttura politica completamente antitetica al nostro ideale occidentale di stato e non poteva essere che così mancando il radicamento con la terra tipico dei popoli agricoltori e le fedeltà extrafamiliari. Esistono delle grandi differenze, ma anche delle similitudini tra i clan pastorali del nord e i popoli Sab (con i loro clienti) della Somalia meridionale. In generale il cardine della vita sociale somala è la parentela agnatizia. A sud però l'organizzazione sociale si arricchisce di altri elementi extraparentali, legati ad una maggiore complessità delle popolazioni interfluviali. Le sei grandi famiglie claniche summenzionate sono la cellula sociale più ampia, ma non sono sempre unità politiche reali, infatti la dimensione troppo grande e la dispersione geografica non lo consentono. La fedeltà clanica in ogni caso influenza i rapporti tra gli individui. Per arrivare al membro fondatore, più o meno reale, della famiglia clanica, solitamente identificato con uno sceicco immigrato dall’Arabia nella prima metà dei millennio scorso, occorrono almeno 30 generazioni. Sotto le f. claniche troviamo i clan più ristretti dove per arrivare al fondatore bastano 20 generazioni, può operare come unità politica e ha una propria base territoriale, intesa come areale di influenza e sfruttamento percorso durante le transumanze, comunque l’appartenenza non deriva affatto dal territorio, ma ancora una volta dalla discendenza per via agnatica. Il clan è la massima realtà politica del mondo somalo, però sebbene abbia dei capi chiamati Sultani, non ha organi amministrativi o di governo centrali. Ancora, questa regola non è universale, ci sono clan senza Sultani e clan con un Sultano per ogni sottoclaclan. Il clan si suddividono poi in sottoclan, che sono realtà immediatamente inferiori al clan stesso, ma accanto ai sottoclan sono molto più visibili e netti i Lignaggi Primari, gruppi normalmente esogamici piuttosto compatti. Per arrivare al fondatore del Lignaggio bastano 6 o 10 generazione. Al di sotto del lignaggio primario abbiamo un ulteriore segmento socio-politico i Pagatori Diya, traducibile in “prezzo del sangue”, ovvero la somma da pagare per ricomporre un dissidio conseguente ad un omicidio o altro delitto. Secondo il diritto somalo spetta al gruppo pagatore di Diya la vendetta o il prezzo del sangue e poi divide la compensazione tra i suoi membri. Serve a contenere le lotte intestine nel clan stesso. Nasce dalla necessità di unirsi per far fronte comune nelle lotte per i pascoli, si tratta di un raggruppamento sempre parentale che unisce più sottolignaggi, i suoi membri vanno da alcune centinaia ad un paio di migliaia. Solitamente è il segmento politico corporativo somalo più stabile. Il gruppo è basato sull'appartenenza lignatica e sul "contratto sociale” che vincola i membri del gruppo stesso. La guida del gruppo non è ufficiale, però spetta agli anziani un certo grado di comando. Sono l'unica realtà somala abbastanza unita e compatta e per questo le autorità coloniali hanno tentato di formalizzarne la nomenclatura, stabilizzando l'autorità degli anziani, gli Akil, ma nei fatti essi restarono solo rappresentanti e non capi. Questa divisione tratta dal Lewis è comunque un’esemplificazione della società somala, che si presenta assai più dinamica e tumultuosa. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify