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🇵🇸LO STATO UNICO o IL CANDIDO IN PALESTINA Un piccolo post di sole domande e nessuna risposta, per sottoporre a vaglio critico l’idea dello stato unico in Palestina, che è il nuovo uovo di colombo dei critici più illuminati e moderati dell'entità sionista, quindi non gli affezionati del doppio stato (che alla fine appoggiano Israele), ma neppure i supporter dell’entità terrorista e nemmeno i critici oltranzisti della colonia d’insediamento. Ipotizziamo la nascita dello stato plurinazionale e pluriregioso. La polizia sarà mista o per gruppo etnico? Nel primo caso cosa succederà quando in una contesa tra due soggetti di fede diversa interverranno i piedipiatti di una volante mista, quante probabilità ci sono che non si rifugino nel settarismo rompendo l'unità di corpo, arrivando a scontri intestini? Invece con i corpi di sicurezza separati il giorno dopo comincerebbero a spararsi tra loro, per settarismo, per le competenze, ecc. L’apparato giudiziario come verrà gestito? Giurie all'americana con quote paritetiche per gruppo etnico e ovviamente giudice che non entra in camera di consiglio, ma anche qui come condurrà il processo? A parte il fatto che nel 90% dei casi misti la giuria non arriverebbe mai al verdetto perché spaccata. Oppure giudici di merito che decidono, ma in questo caso il monocratico è da escludere a priori, con due si avrà lo stallo costante, quindi dispari, ma il terzo dove lo si piglia perché dia certezza di imparzialità? Il diritto fondiario coloniale su cui si basa non solo la politica delle colonie in Cisgiordania, ma anche la gestione pre ‘48 che fine farà? Rispetto alle terre comunitarie che gli inglesi dal ‘17 hanno trasformato in demaniali e ora Israele usurpa, ereditando la gestione inglese, cosa succederà? Facciamo l'usucapione per sanare il tutto? Ma da che momento varrà? Non è che poi i quasi 1000 anni di assenza renderanno un certo libro adatto solo all'uso igienico? Cosa succederà quando gli atti di proprietà arabi, che ora l’entità rifiuta di convalidare, come anche rigetta l’invio di documenti dagli archivi dei paesi vicini, arriveranno a contestare quanto fatto sia in Cisgiordania, che nei territori ripuliti etnicamente (magari le case sono sparite, ma il lotto resta)? Vecchi o nuovi proprietari? E per tutti i documenti e archivi che sono riusciti a distruggere si fa uno “scordiamoci il passato” o cominciamo con uno stillicidio di: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte….»? A Gerusalemme nel '48 i sionisti hanno espulso gli arabi dai quartieri occidentali, che sono fuggiti in quelli orientali protetti dai giordani, da dove hanno buttato fuori gli ebrei e prendendo dimora lì, alla fine si sono scambiati le case, ma ora i tribunali della “democrazia” impongono il ritorno delle case ebree agli ex proprietari, ma senza restituire le case ad ovest, che si farà? Scambio di case un'altra volta? Ognuno nella casa dell'altro? O cosa? Che si farà con i profughi della Nakba? Recuperano proprietà e residenza? E gli usurpatori dove li si mette, sono lì da 80 anni ormai. Ci stanno tutti anche arrivando a menomare parte dei diritti di proprietà sia dei vecchi che dei nuovi? I coloni illegali che fine faranno? Normalizzati restano sulle terre occupate o vengono espulsi? Per altre questioni sono più possibilista, per esempio il legislativo può essere gestito attraverso le votazioni, ma certo non sarà comunque uno scherzo amministrare la fiscalità, il bilancio, gli aiuti, le autonomie locali ecc., soprattutto se si corre il rischio di vedere la nascita di governi su base etnica. Si rispetta il voto favorendo la nascita di una dittatura della maggioranza o si faranno governi condivisi alla libanese? A quelli che pensano che il buon cuore e il signore risolveranno tutte queste problematiche dedico il titolo volteriano, perché vi è soggiacente una questione israeliana a bloccare ogni accomodamento possibile. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify