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@gabgerm

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Pubblicato11 nov11/11/2025, 10:01
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LA QUESTIONE ISRAELIANA Per poter ipotizzare una soluzione accettabile della situazione in Asia anteriore occorre non illudersi, ma analizzare seriamente la realtà, perché malgrado le somiglianze (in negativo sì, in positivo no) Israele non è il Sud Africa pre Mandela e i sionisti non sono gli afrikaner e le differenze di coinvolgimento e pervasività del modello mentale rendono la questione israeliana molto più salda e perniciosa. L’entità non è una nazione normale, come può l’82% dei sionisti appoggiare un massacro ed esprime opinioni indegne di persone civili? Approssimo una spiegazione che parte dall'assioma che in realtà si tratta solo di una parte del popolo israelita e non tutto, anche se la questione non si esaurisce ai soli sionisti in loco. Normalmente secondo gli insegnamenti dei miei maestri Povolo e Levi la popolazione attiva di una nazione rispetto ad un evento è sempre intorno al 20% non di più, compresi gli oppositori. Il restante 80% va dall'ostilità, al timore, al disinteresse, al sostegno senza impegno, al piccolo aiuto e all’appoggio in una gradazione assai articolata. Quindi quando si dice tutta la popolazione ha appoggiato un tale processo spesso si parla, ipotizzo, di un 17 % che fa, un 3 che si oppone ed il resto, che pur conservando la gradazione variegata, non ostacola e spesso aiuta pur non perdendo cautele e distinguo. Nell'entità sionista non funziona così, anche per una questione ovvia, che li differenzia dalle altre popolazioni. Normalmente buona parte degli israeliani ha deciso di esserlo, mentre noi abbiamo ricevuto la nazionalità in sorte, ci è capitata questa, ma potevamo nascere altrove e allora essere del Burundi, piuttosto che dell'India o del Canada, loro no, hanno la nazionalità per volontà. Un caso limite sono i coloni, avventurieri ed esaltati che arrivano spesso dall'estero per fare espressamente militanza. Quindi gli abitanti dell'entità sono un gruppo sociale già in partenza più attivo rispetto al popolo medio degli altri paesi. Esiste poi un gruppo sconosciuto a qualunque altro contesto nazionale e peculiare dell' entità: gli attivi senza impegno. Il 15% di haredi che non fanno il militare, spesso non contribuiscono al bilancio nazionale, ma sostengono le politiche del paese, i partiti religiosi sono da sempre una stampella per le politiche coloniali fasciste. Come essere generosi col portafoglio altrui. Il resto per arrivare alla maggioranza bulgara lo fa la manipolazione inducendo nel gruppo: il senso di superiorità, ora etno-religiosa, ma nella stagione laburista si basava sul successo economico e tecnico; la sindrome dell'assedio, il vittimismo, l'egocentrismo etnico ecc. Non è un caso se le divisioni che attanagliano la loro società riguardano solo la ripartizione del peso delle incombenze (militari, economiche, ecc) e gli affari interni al gruppo, mentre verso l'estero risulta granitico. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify