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@gabgerm

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Pubblicato13 nov13/11/2025, 17:03
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IL CASO DELLA PROCURATRICE MILITARE ANTEFATTO “L’ex procuratrice generale dell’esercito israeliano Yifat Tomer-Yerushalmi è stata arrestata la settimana scorsa per la diffusione di un video, mostrato in TV da Channel 12, in cui si vedevano gravi abusi posti in essere nel ‘24 contro un palestinese incarcerato senza processo e senza rispettare alcuna procedura, il caso aveva portato all’incriminazione di cinque soldati. Il 31 ottobre la procuratrice si dimette e nella lettera di commiato, pubblicata subito dalla stampa sionista, aveva ammesso che il video era stato diffuso dal suo personale di servizio. L’ineffabile ministro della sicurezza Ben Gvir si affretta a chiedere di “condurre le indagini in modo professionale per scoprire tutta la verità su un caso che ha portato all’incriminazione di soldati israeliani”. Nel febbraio la procura militare aveva annunciato l’incriminazione di cinque soldati per gli abusi commessi il 5 luglio dell'anno precedente nella struttura detentiva di Sde Teiman, vicino alla Striscia di Gaza, durante una perquisizione del detenuto in un’area distaccata della galera. “La procura militare ha incriminato cinque soldati riservisti per aver commesso aggressioni con circostanze aggravanti e causato lesioni a un detenuto” “agito contro il detenuto con grande violenza, causandogli lesioni fisiche, tra cui costole fratturate, un polmone perforato e una lacerazione rettale interna” Nell’atto d’accusa sono elencate le prove emerse dalle indagini, spiccano le immagini delle videocamere di sorveglianza e i referti medici. Il centro di detenzione di Sde Teiman non nasce come carcere, ma era in origine una base militare, riadattata per trattenere i palestinesi arrestati nella Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023. Proprio nello stesso periodo del fattaccio l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, aveva pubblicato un rapporto secondo cui: “dopo il 7 ottobre, molti palestinesi erano stati imprigionati in segreto e in alcuni casi sottoposti a trattamenti definibili forme di tortura” REAZIONI Dopo un fase di spaesamento l’esercito più immorale della galassia ha avuto una reazione furiosa incontrollabile, non contro chi ha provocato il disastro, ma nei confronti della procuratrice ovviamente visto che si sta parlando dell'esercito terrorista sionista era inevitabile. Il problema viene descritto come meramente d’immagine perché va a ledere la fiducia del pubblico locale nell'IDF, ma soprattutto dimostra a tutti, dati alla mano, di che pasta sia fatto. Lo scandalo ed il danno reputazionale ha fatto rumoreggiare lo Stato Maggiore che ha spinto il suo capo per una celere nomina di un sostituto per il ruolo di procuratore “per lavorare al restauro dell'istituzione della procura militare che sta attraversando una fase difficile”. In altre parole vogliono nominare un procuratore che insabbi tutto ed i panni sporchi li sbatta nel solito porto delle nebbie che garantisce dai tempi di Berta dai grandi piedi che pressoché mai i componenti dell'immondo esercito ricevano una censura, se non simbolica e che tutte le procedure siano sempre definite corrette e congruenti. In questo modo i sionisti riescono ad autoassolversi in ogni inchiesta, ma il peggio è che gli occidentali pure credono a queste inchieste finte. Già un’indagine interna a tutela di un soggetto terzo non facente parte della struttura, ma anzi escluso dalla nazionalità non dovrebbe essere neppure presa in considerazione, né da stati, né dagli organi di stampa, ma siamo nel “mondo a la roversa” e senza neppure le note del Galuppi. ✍🏻Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify