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@gabgerm

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Pubblicato18 nov18/11/2025, 09:13
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1648, pace di Vestfalia al termine della Guerra dei Trent'anni, nasce il mondo organizzato in Stati uguali e reciprocamente non ingerenti. Grazie al colonialismo e alla successiva ondata decoloniale, gli europei portano il principio statale in giro per il mondo. Esistevano prima modelli organizzativi del politico, molto diversi e variegati tra loro. - Le società di banda: decentralizzate, nomadi, senza una vera autorità centrale e un sistema di giustizia condiviso, molto volatili (singoli membri o interi gruppi entrano ed escono liberamente e spesso); - Le società tribali: acefale, tendono spesso a mettere in atto delle strategie di contenimento del rischio di scioglimento o ingresso di estranei (preferenza per la stanzialità, formazione del lignaggio, talvolta emersione di una figura carismatica: il big man). Il lignaggio lega le persone a un luogo, al passato, spesso favorisce una bozza di culto dei morti o degli antenati (talvolta semplici trasposizioni psicoanalitiche di un culto animale o vegetale: chi ti permette la vita, attraverso la propria morte). Il big man è figura tipica delle società melanesiane. Emerge dal gruppo, carismatico, un ottimo guerriero o un gran cacciatore, di solito un uomo ricco che può possedere molti maiali. Il possesso di questi animali è determinante, perché nelle riunioni sarà la sua magnanimità nel regalare suini a determinarne il successo. La sua presenza può essere preparatoria all'organizzazione di un gruppo più vasto, con leadership fissa, ereditaria, una prima stratificazione della società e la formazione dei primi nuclei urbani propriamente detti: in altre, parole la nascita della chefferie. Qui è il capo a determinare la coesione della comunità, il suo ruolo è metafisico. Qualche giorno fa parlavamo delle pratiche sessuali particolari in questi casi (i matrimoni tra fratelli e sorelle: tra leader nell'Irlanda neolitica, nelle famiglie dei faraoni o tra i regnanti delle Hawaii pre-contatto). Compare anche il legame tra potere e mondo animale: i troni diventano leonini, le famiglie reali rivendicano ruoli originari legati ad animali cacciatori, segno di forza: Roma nasce da un lupo, la Cina e la Corea fanno risalire i loro imperatori all'orso. L'orso assume un significato simbolico nella fascia temperata fredda euroasiatica: forse la sua tendenza a camminare su due gambe ne fa un fratello mancato, un uomo incapace di stare con gli altri, il rischio dell'uomo fuori dalla comunità, la mostrificazione per eccellenza. Così il potere si fa divino e animale, pur di non essere umano (e per questo viene contenuto come strumento utile alla comunità, solo dopo ne scapperà al controllo, come il fuoco che sfugge al controllo dell'incendiario) e sotto traccia agiscono i miti profondi. Basta andare in Francia, alla Grotta Chauvet, per farsi un'idea: tra i 36.000 e i 30.000 anni fa circa, qualcuno si prese la briga di adibire una serie di opere murarie che mostrano animali, figure androgine, metà uomo, metà bestia (nessuna figura umana è intera). Alcune tracce passano tra loro svariate migliaia di anni, altre invece sono fatte dalla stessa mano (da qui l'idea della grotta-carcere: un individuo violento sarebbe stato lì rinchiuso - suggestiva, ma probabilmente solo fantasia). Qui troviamo la Sala degli Orsi, dove su una roccia rialzata (un altare?) è posto un teschio di questo animale, al centro, con attorno segni di combustione (fiaccole?). Nello spazio sono state trovate anche tracce di orsi, che probabilmente venivano per il letargo: non sappiamo se questi e gli umani lo frequentarono nello stesso arco temporale.