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Erich Fromm in "Fuga dalla libertà" ci regala una piccola chicca su come le persone spesso cerchino la propria infelicità. L'individuo, specie quello cresciuto in un contesto autoritario e gerarchico (come tutti noi), davanti alla libertà tenda a restare spaesato, a scappare, vengono subito alzate delle difese psicologiche per rimanere dentro i vecchi meccanismi. Il nostro Io profondo si adatta ai bisogni degli altri, al conformismo, smette di seguire il suo desiderio interiore per l'altrui e questo lo sposta. Fromm si concentra sul bisogno di costruirsi in se stessi, nel proprio contesto socio-culturale come individui, prima di potersi aprire al prossimo (non possiamo amare gli altri veramente, come adulti, se prima non impariamo ad amare noi stessi, sfuggendo dalla trappola narcisista). Lacan va in una direzione diversa: il Desiderio (diverso dal "desiderio" minuscolo) è sempre Desiderio dell'Altro, del riconoscimento. Si tratta di un movente ambiguo, oscuro, ombroso che aleggia su di noi e dentro di noi, non consapevole: io agisco per un bisogno primario più profondo dei bisogni vitali stessi: essere riconosciuto come tale dall'Altro. Per Lacan, il Desiderio non è qualcosa di materiale (un bisogno), quanto invece il bisogno di realizzarsi attraverso un legame inter-soggettivo con il prossimo. Io sono, perché ho il tuo sguardo. Ricœur andò più a fondo in questa riflessione: la nostra identità è narrativa. Noi siamo ciò che riusciamo a raccontare a noi stessi e agli altri. Il riconoscimento è momento cruciale per la formazione del nostro "io". Il rapporto con l'Altro diventa dunque "promessa", un impegno con il prossimo a realizzare la nostra coerenza narrativa, ma anche col nostro Io (davanti alla celebre citazione di Leopardi "La vita è un pendolo che oscilla tra la noia e il dolore"), ma soprattutto un impegno con il nostro Desiderio lacaniano. In qualche modo, il Desiderio dell'Altro è la promessa che facciamo a noi stessi di realizzazione e tanto più ognuno di noi realizza questa promessa, tanto più pone le basi della sua felicità. Direte voi: e che c'entra con la politica? Guardatevi attorno e capirete che c'entra.