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🇸🇴EFFETTI SULL'ECONOMIA E LA SOCIETÀ SOMALA DELLA STAGIONE COLONIALE La nazione somala non passò indenne attraverso la stagione coloniale in nessuna delle due aree coloniali, anche se gli effetti peggiori si ebbero sul Benadir, dove la società era più complessa ed evoluta e mostrava maggiori possibilità di svilupparsi in una società più organizzata. In Ogaden, Somaliland e volendo Sultanati settentrionali (Puntland); aree prettamente pastorali con società totalmente segmentarie non era possibile aspettarsi di creare uno stato di stampo nazionale: mentre nella Somalia centro-meridionale questo era pensabile. Citerò qui direttamente il mio testo: “Cos'erano i comprensori di bonifica dei bianchi in Somalia? E quale fu il loro ruolo nell'economia locale? Le aziende agricole europee in Somalia erano quello che fu il grande Duomo di de Vecchi a Mogadiscio: una ostile, poco amata e avulsa cattedrale nel deserto. La modernizzazione italiana della colonia fu limitatissima e a spese dei somali agricoltori, costretti a fare da schiavi o nel migliore dei casi da servi della gleba. Le aziende coloniali non erano e non potevano essere esemplari per i contadini locali, che mai avrebbero potuto imitare le tecniche e le culture dei coloni. Le concessioni lungi dal modernizzare l'agricoltura locale, colpirono a morte la produzione di sussistenza, stornando manodopera dalle colture di derrate, in favore dei complessi agricoli coloniali. Mancò una reale educazione dei locali dal punto di vista professionale, nelle concessioni i lavoranti erano costretti ad applicare tecniche occidentali a culture occidentalizzate. L’impiego della forza nella gestione del lavoro coatto ebbe l'effetto pernicioso di allontanare dalla pratica agricola molti gruppi semi pastorali, che proprio in epoca coloniale tornarono all'allevamento a tempo pieno. La politica economica italiana allontanò la componente pastorale da quella agricola, approfondendo un solco già forte, rafforzando le cesure precedenti e sclerotizzando la struttura sociale somala. L'Italia non portò all'evoluzione dei somali, ma anzi i pastori non diminuirono il loro peso. I cammellieri per secoli avevano dominato la regione ed oggi i profughi dell'attuale guerra civile si chiedono ancora se non sia meglio contenere i pastori, ad un secolo dall'arrivo dello stato italiano sulle loro terre.” Le Corti islamiche erano state una delle risposte a questa situazione estremamente fastidiosa, ma ancora una volta un occidente ottuso ed antropologicamente impreparato ha vanificato la soluzione, ne discuterò in un approfondimento successo più articolato e specifico, so che è materia spinosa. Gli effetti della modernizzazione sull'economia locale furono solo dannosi, non soltanto si tolse lavoro alle Sciambe indigene, ma di più si provocò un rifiuto delle tecniche occidentali da parte degli agricoltori e il calo del potenziale dei contadini. Con le concessioni si privatizzarono le acque e i terreni a favore di pochi bianchi e si condannò l'agricoltura locale ad un perpetuo disprezzo, che ancora oggi ha conseguenze politiche ed economiche. Certamente era impossibile cambiare i pastori, ma almeno si doveva evitare di indebolire i contadini. La vita dei pastori non fu quasi toccata dal colonialismo italiano, le strutture originarie rimasero latenti e con la decolonizzazione tornarono a galla, confrontandosi invece con una realtà contadina ed urbana profondamente in crisi, frammentata e segnata dal periodo coloniale. Colonialismo che aveva riservato i posti di comando subalterni ai soli gruppi pastorali rafforzandoli in seno alla società somala. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify