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Prima del sistema-mondo unificato, quello della globalizzazione capitalista, ne esistevano una moltitudine. I sistemi più complessi erano divisi in due grandi tipologie: Imperi-mondo -> Potere centralizzato, grande struttura burocratica e militare. Economie-mondo -> Tante istituzioni politiche in competizione tra loro, con tendenza a far prevalere un centro egemonico. Nel corso della storia, le economie-mondo hanno avuto genericamente vita più breve degli imperi-mondo. Talvolta emergeva un egemone che le unificava, altre volte venivano assimilate da un impero-mondo estero (il caso di Roma che unifica il Mediterraneo). Un sistema-mondo non copre necessariamente l'intero globo, ma è un sistema auto-sufficiente in termini di divisione del lavoro. Sono divisi in centro e periferia (con varie gradazioni, secondo gli autori). Si è però tradizionalmente teso a pensare ai sistemi-mondo come qualcosa di abbastanza rigido. Al contrario, l'approfondimento del caso mesoamericano potrebbe spingerci ad avere posizioni più sfumate. La grande area del Messico centrale (quella azteca) nel periodo tardo aveva ad esempio rapporti con le aree più settentrionali del paese e persino con la zona dell'Istmo (ancor di più in epoca classica Maya). Forse più che immaginare delle zone di stacco netto, tra sistemi-mondo dovremmo pensare a zone cuscinetto, ultra-periferiche. Nel caso del Centroamerica, la zona della costa pacifica sarebbe stata ben integrata (con scambi regolari) alla zona mesoamericana centrale, mentre la costa atlantica sarebbe risultata come una zona di frontiera. Questa ultima sarebbe da intendersi come, occasionalmente aperta allo scambio (specie di preziosi) con l'area adiacente, ma non strutturalmente legata a questa per sopravvivere. Una zona periferica lo è solo dalla prospettiva di un altro sistema-mondo, essendo dotata di proprie organizzazioni e strutture autosufficienti. Le coste del Pacifico erano determinanti per far arrivare merci nella zona centrale del Messico, è possibile che le rotte di terra delle aree periferiche fossero meno sicure, sorvegliate, protette e che questo facesse prediligere il passaggio attraverso una serie di scali portuali. Questo confermerebbe una tendenza generale: le economie-mondo, mancando di un sistema politico unificato e quindi di un sistema tributario e burocratico centralizzato, si sarebbero concentrate nella distribuzione delle risorse attraverso il commercio e dunque la competizione, prediligendo spesso scambi via mare a quelli via terra. Anche questo, ci dona un qualche indizio sul presente, mostrando gli USA (e in generale l'Occidente storico) come alfieri dello scambio e del controllo dei mari, mentre potenze più concentrate sulla terra (come la Cina) più prese alla costruzione del proprio interno (muraglie difensive, strade, grandi concorsi pubblici, dighe, canali). Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify