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🇸🇴GUERRA ALLE CORTI 2006/09 Nel dicembre 2006, il governo provvisorio, sostenuto militarmente dall'Etiopia, tentò di scacciare le corti islamiche da Mogadiscio. Nel giro di poche settimane di guerra, e con il successivo intervento militare degli USA, il governo internazionalmente riconosciuto ha ripreso il controllo della capitale, ma per un breve periodo. Successivamente, la guerriglia urbana scoppiata tra esercito di transizione rafforzato dai militari etiopi e Corti Islamiche ha provocato nella capitale numerose vittime e sfollati. In questa fase, con la caduta del controllo politico delle Corti, le milizie assumono tutto il potere decisionale e virano nella fase più violenta e cieca sposando le strategie e le finalità proprie del salafismo internazionale, con spaventosi attentati e attacchi che sconvolsero il paese dal 2006 sino ad oggi. Al momento al Shabaab è emarginato ai confini meridionali e sembra che la sua maggioranza abbia deciso per una dismissione del salafismo per reindirizzarsi verso una politica più esclusivamente somala, forse preludio di un abbandono della fase militare. Qui si apre ovviamente una discussione interessante e centrale: le Corti hanno avuto una degenerazione salafita precoce, ubriacate dalla presa del potere, anche se invero dopo la fallita imposizione della Sharia si erano già buttate sulla politica, o piuttosto l’azione dei Signori della Guerra e degli etiopi hanno fatto emergere le componenti militari oltranziste, che in seguito con la sparizione del controllo civile delle Corti ha avviato la fase Salafita rappresentata da Al Shabaab? Le Corti probabilmente erano in origine una sorta di versione somala dei Talebani, islamisti sì, ma innanzitutto volti a restituire unità al paese contro le forze centrifughe claniche. Ovviamente non da un punto di vista “democratico” occidentale, ma in fondo parliamo di nazioni al 98% islamiche. Comunque con posizioni meno peggio di quello che è stato al Shabaab in seguito sposando al Qaeda. Le realtà antropologiche diverse dalla nostra ancora una volta vengono affrontate con la delicatezza di un elefante e l’ignoranza più totale. Velature ideologiche ci spingono a posizioni nette ed aprioristiche, quante volte ho dovuto contrastare gli attacchi agli Azawad (i tuareg del Mali) articolando la loro posizione. Sì hanno operato con i peggiori terroristi, restandone anche spiazzati, ma conducono la lotta con Bamako dal 1960, quando piuttosto di essere integrati nel Mali erano arrivati a chiedere di diventare francesi metropolitani accorpati al dipartimento algerino…forse la soluzione era politica, mettersi a metà della storia quando la situazione è totalmente degenerata non aiuta mai l’analisi. Poi ti imbatti in un Nico Piro che crede che l’occidente tema l'Isis e quindi si avvicinerà ai talebani per contrastarlo, credendo veramente alla propaganda che creano. PS i gruppi salafiti sono una creazione dei sauditi ed altre satrapie del golfo, non degli americani, che però assieme ai loro compagni di merende sionisti sanno usarle ed indirizzarle entro certi limiti. Perché non esistono solo alleanze formali, ma anche situazioni più opache, come dei compagni di strada con cui si può camminare per un po' soprattutto se agiscono contro i propri nemici o paesi che dimostrano troppa autonomia, è una facezia, ma un amico che lavorava al ministero degli interni algerino, quando gli chiesi perché avessero concesso degli spazi agli Usa, mi rispose che i papaveri dicevano apertamente che “così gli americani non ci fanno gli attentati”. Non è che LORO gli facessero gli attentati, ma magari potevano evitare che succedessero. Soldi sauditi, qualche supporto informativo che scappa aiutano nel possibile a guidare almeno in parte dei cavalli pazzi, che comunque godono di un buon spazio di autonomia, soprattutto se dispongono di risorse proprie. Adesso parliamoci chiaro: è al Shabaab che molla i salafiti o sono i finanziatori dei Salafiti che non hanno più interesse al rapporto? ✍🏻 Andrea Ti è piaciuto? Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify