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@gabgerm

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Pubblicato9 dic09/12/2025, 10:50
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Ci siamo auto-addomesticati? Gli animali domestici hanno tendenzialmente comportamenti più giocherelloni e affettuosi, un carattere più mansueto. Si è fatto in modo che la selezione puntasse a questo risultato (vale per tutti, tranne che per il mio gatto evidentemente). L'addomesticazione animale porta anche a degli importanti cambiamenti fisici: si riduce la massa ossea, la dimensione dei denti e quella cranio-facciale. Non possiamo non tener presente che l'uomo è animale domestico per eccellenza. A un certo punto abbiamo iniziato ad addomesticarci a livello simbolico-sociale. Questo rafforza l'idea che non siamo macchine da guerra pensate per la sola sopravvivenza e lotta del tutti contro tutti in un'ipotetico stato di natura, come invece vorrebbe farci credere l'antropologia del capitalismo anglosassone. Siamo animali sociali, nasciamo già predisposti a capire il linguaggio, nel giro di pochissimi mesi sappiamo differenziare i suoni della lingua materna da quelli di un'altra. Creiamo la nostra stessa identità attraverso lo sguardo e la mimica facciale di chi ci accudisce, impariamo così a gestire le nostre emozioni, ansie, paure, l'angoscia. Un bambino per crescere sano e avere relazioni sane deve essere in grado di comprendere se stesso e per farlo deve avere una scuola di apprendimento, fatta di momenti di cura, sguardi, gesti (non necessariamente o non esclusivamente materni, pare). La figura (tradizionalmente, ma non necessariamente) paterna sembra essere essenziale nel gioco fisico: l'alternanza tra momenti di intensa attività fisica (gioco-lotta), con battito cardiaco veloce, associata alla pausa e alla regolazione emotiva, permette di imparare l'auto-contenimento fisico-emotivo: ci sono momenti per giocare e altri per stare calmi. Come specie continuiamo a crescere per anni: il nostro cervello continua a maturare fino alla post-adolescenza, raggiungiamo dopo oltre un decennio la maturità sessuale. Siamo un peso per la comunità per anni e anni. Tutto questo perché? Per permettere alla nostra intelligenza e creatività di manifestarsi al pieno del proprio potenziale e grazie a quella costruire case, autostrade, farmacie, scuole, ospedali, gli imperi, le religioni, andare sulla Luna o inviare una sonda fino a Plutone. In qualche modo il nostro essere parte del gruppo, ci ha reso una parte di universo in grado di auto-interrogarsi: chi siamo? Dove andiamo? Perché? Che senso abbiamo? Ora già solo questo basterebbe in modo molto elementare a capire le passioni tristi del capitalismo: la gente pensa pochezze esistenziali e passa la giornata in un'eterna lotta contro il prossimo, sarà il caso a un certo punto di applicarsi e andare oltre?