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SOMALILAND CARATTERI STORICI ED ETNICI. STORIA COLONIALE DIVERSA Mentre il resto della Somalia era divisa tra italiani ed etiopi l’area del Somaliland fu occupato dagli inglesi dal 1884/1960, nella forma del protettorato. Era una colonia non di sviluppo e sfruttamento, come già ricordato, ma un centro strategico e di controllo marittimo. Era utile soprattutto per impedire la presenza di potenze troppo impegnative, leggasi Germania Guglielmina, in un’area nevralgica per la navigazione e l’economia inglese, la stessa politica anti tedesca aveva fruttato all'Italia la Somalia meridionale. Gli inglesi toccarono in modo molto marginale la società e l’economia somale anche se la tassazione delle fiere degli animali, il controllo dei commerci, il tentativo di strumentalizzare i capì tribali -sfruttando anche le divisioni claniche al fine di controllare il paese - la diversa religione dei dominatori e l’importazione di operai dall’Hadramaut ed indiani provocarono fenomeni di resistenza come, il già ricordato, movimento anti coloniale del Mad Mullah. Malgrado questo, la stagione coloniale inglese fu meno impattante del previsto, anche perché la società segmentaria somala era già liquida di suo. Giocò un po' troppo con i partiti locali, che erano sia espressione delle fratturazioni di Clan, che aclanici come nel caso dei Giovani Somali. Fu la politica inglese dal 1943 al 60 a portare all'unificazione del paese, anche se il loro scopo era evitare l’Afis e mantenere tutta la Somalia sotto il loro governo. COMPOSIZIONE ETNICA Da un punto di vista etnico il Somaliland è infinitamente meno articolato del resto del paese dei Somali eccetto arabi, indiani e qualche europeo nei porti (un tempo) il paese è abitato solo da cabile pastorali. Non ci sono Galla, bantu, popoli misti o contadini stanziali, solo Isaq al centro, Darood ad est e nel resto del paese Dir al confine con Gibuti ed Abissinia. L’economia è incentrata sull'allevamento sui magri pascoli di capre, pecore e cammelli, con questi ultimi ad affrontare i terreni più arsi. L'economia pastorale locale ha ricevuto una sferzata grazie alla crescita della domanda di animali halal proveniente dai paesi della penisola araba, con vampate dei prezzi in occasione delle feste islamiche e in particolare nei giorni precedenti l’Hajj alla Mecca. Il Somaliland è uno dei rari luoghi dell'Africa orientale in cui la domanda araba di bestiame non ha provocato sconquassi, geopolitici, sociali ed economici, su tutti le lotte del Sudan tra popoli sedentari e nomadi pastori, semplicemente perché in Somaliland ci sono solo pastori. L’export di prodotti zootecnici è riuscito a mantenere produttivo un luogo sassoso bruciato dal sole. Come contraltare la vendita di animali vivi ha soffocato il commercio di pelli semilavorate e la concia artigianale, con le attività collaterali al mondo dei cuoi. Comunque il ruolo maggiore che riveste il Somaliland nel contesto internazionale più che economico, comunque piuttosto marginale, è la sua funzione strategica che aveva già attratto i turco/egiziani prima e gli inglesi poi. Innanzitutto la posizione all'imbocco del mar rosso e poi essere una via di sfogo verso il mare per l’acrocoro etiopico, che ha giustificato le recenti blandizie verso Hargheisa da parte di Addis Abeba. Anche perché il Somaliland non ha, al contrario dei Somali del sud, particolari intenti irredentisti, se non ottenere il vecchio limite coloniale con la Somalia italiana. ✍🏻 Andrea Se ti è piaciuto questo contenuto Iscriviti al Canale Telegram Seguici anche su: Instagram Youtube Tik Tok LinkTree Spotify