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JURIJ GAGARIN: QUANDO L'URSS UMILIÒ GLI USA 🚀👨🚀 In questi tempi bui che mettono a dura prova la nostra speranza per un futuro migliore, voglio raccontarvi la storia di un eroe, di un simbolo di riscatto: vi parlo del cosmonauta Jurij Gagarin, primo uomo nello spazio. Siamo nel 1961, piena Guerra Fredda. L'Unione Sovietica, inizialmente poverissima, diventa in pochi decenni seconda potenza mondiale. Dopo vari tentativi, il programma Vostok trova il suo candidato ideale: si tratta del giovane Yuri Gagarin, figlio di un umile falegname che assieme a tutta la famiglia soffrì molto durante il nazismo. Dal cosmodromo di Bajkonour la tensione è alle stelle: Jurij saluta tutti prima di partire e dedica questo viaggio all'umanità intera. Alle 9,07 ore di Mosca il razzo si alza da terra, in poco si trova nello spazio e con 108 minuti fa il giro completo della Terra. Jurij ci parla da lassù: "Il cielo è nero, e vicino all'orizzonte, c'è una bellissima aureola azzurra". Nonostante alcuni guasti, il coraggioso Jurij atterra in paracadute da circa 7000 m d'altezza vicino il fiume Volga, concludendo così sano e salvo la sua missione. Il resto è storia. E come recita l'omonima canzone: "Sempre più su beati i santi di Wall Street, sempre più giù gli operai nelle miniere". Furono proprio quegli operai a salutare Jurij, figlio di un carpentiere, elevatosi al di sopra anche dei più potenti. 👨🚀 Segui il Capibara 🌌