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@gabgerm

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Pubblicato1 mar01/03/2026, 11:30
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Buongiorno. L'attacco di decapitazione degli Stati Uniti e di Israele ha avuto successo nell'eliminare la Guida Suprema e i vertici militari iraniani. I successori sono stati o stanno venendo nominati. Non possiamo esserne certi e tutto andrebbe preso con delle lunghissime pinze, ma c'è la possibilità che Khamenei, ucciso insieme agli altri dirigenti, abbia scelto consapevolmente di rimanere al suo posto nonostante le chiare vulnerabilità. Se così fosse, ed è un grosso Se, il vecchio potrebbe aver scelto consapevolmente il "martirio", correntemente con l'ethos sciita. Sia come sia, la nostra lettura resta che il passaggio dalla decapitazione al cambio di regime resta, almeno per il momento, un miraggio. Il numero di persone scese in strada questa mattina in Iran sembra confermare questa lettura. Anche al netto dei gruppi che festeggiavano la morte dell'ayatollah prima che i sostenitori del sistema uscissero a manifestare. Sinceramente, per il mondo musulmano, sciita e non soltanto, questo è un grande lutto, basta vedere le strade e le piazze piene fino all'India, ma dubito che sia un lutto di quelli che fanno perdere la voglia di resistere. L'immagine delle madri e dell'insegnante della scuola bombardata, che con voce rotta parla in camera mostrando libri di scuola e stringendo la mano strappata e impolverata di una bambina morta, ridotta ad un pezzo di carne, mette il sangue negli occhi a tutti gli Iraniani e, francamente, non soltanto a loro. Politicamente, Trump è partito per un viaggio per il quale potrebbe non avere carburante a sufficienza, già questa mattina il New York Times lo accusava direttamente di incompetenza e le sue prospettive per le mid-term appaiono sempre meno rosee. Naturalmente, dipende tutto dall'esito: sul carro dei vittoriosi vogliono sempre salirci tutti, mentre la sconfitta è sempre orfana. Se l'Iran non capitola nel giro di pochi giorni o settimane, la situazione per gli USA sarà molto difficile. E Israele ha molta meno capacità dell'Iran di assorbire i colpi, come dimostrato nel giugno 2025. Le loro migliori speranze stanno nel cercare di distruggere le capacità missilistiche iraniane di attaccare, e non è semplice. Lo stesso vale per i colpi incassati dall'infrastruttura militare americana nella regione, i cui danni non siamo però onestamente in grado di valutare noi stessi. Quanto detto ieri sulla fog of war e sullo spazio informativo resta valido. Calma, sangue freddo e serietà. Non è una partita a scacchi, è una guerra vera. Con le sue proprie specificità, la sua anima particolare, le sue ramificazioni e le sue vittime. Che nessuno diventi ciò che non desidera essere. Né stupido, né disumano, secondo la propria natura. Un'ultima cosa:la fatwa di Khomeini, rinnovata da Khamenei, contro le armi di distruzione di massa, è ciò che separa l'Iran dall'acquisizione delle armi nucleari. Non un' impossibilità tecnica o un isolamento diplomatico, ma una scelta consapevole, derivata dall'esperienza di un'altra guerra precedente, quella con l'Iraq, che vide il massiccio impiego di armi chimiche fornite dalla parte di mondo in cui viviamo noi. L'Impero potrebbe aver eliminato, con Khamenei, il principale ostacolo che si frapponeva tra l'Iran e le armi nucleari. Staremo a vedere. Nel frattempo, suggerisco a tutti di non riporre il proprio sorriso nelle mani di altri, men che meno in quelle di persone che non stimate o persino del nemico. Niente fa male alla guerra come il saper dar valore alla pace. E, alla fine, alla vita. Restate sintonizzati e buona domenica a tutti. Abbiamo appena cominciato. Dani