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Buon pomeriggio. Le compagnie di trasporto marittimo hanno dato istruzioni ieri di evitare lo stretto di Bab El Mandeb e di fare il giro dal Capo di Buona Speranza, ovvero di circumnavigare l'Africa. Quindi anche il Mar Rosso è chiuso. Ansarallah ormai non deve neanche più imporre fisicamente il blocco, basta che lo proclami e tutti iniziano a farsela sotto. Il gioco inizia a farsi duro sul serio: non è ferma solo la circolazione degli energetici del Golfo Persico(ma non per Cina e Russia), è fermo TUTTO. Le catene logistiche internazionali della globalizzazione sono a rischio come mai prima, a causa delle avventure della coppia narcisista-genocida che guida l'Occidente. Ramificazioni fuori scala, incluso nel commercio dei fertilizzanti, col rischio di provocare raccolti magri in grandi paesi come India, Brasile e Turchia, e conseguenti carestie. E che gli dei aiutino l'Africa. Cosa succede ai prezzi, lo vedete e lo immaginate da soli. Ed è ancora solo l'inizio. Ci sarebbe una parziale soluzione, per il commercio internazionale: la rotta artica. Ma solo la Russia la controlla e può permetterne l'uso. Telefonare a Mosca? Inconcepibile! Nel frattempo, sul campo, l'incendio continua e cresce. l'Iran martella Israele e la presenza e influenza americana nella regione, mentre gli Stati Uniti preparano le loro proxy da inserire sul terreno, in cima alla lista sembrano esserci i Curdi iracheni, protetti e clienti di Usa e Israele da più di trent'anni. Piccolo momento di orgoglio professionale, su Capibara siamo stati, a quanto ne so, i primi in Italia a parlare di questo scenario. Ora pare che stia arrivando. Vedremo. Heavy metal geopolitics, allacciatevi bene le mutande. Senza dimenticare di sorridere. 🙏❤️ Dani