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https://x.com/SavinoBalzano/status/1937576513597047179?t=CSv-wbNeyo2MnlNU5p6CLw&s=19 È sconcertata la direttrice di MicroMega: si aspettava più bandiere ucraine sventolare in giro per l’Italia. Che tenerezza. Magari il 25 aprile. Lei e la sua rivista si sono schierati con entusiasmo a favore della resistenza ucraina contro il perfido imperialismo della Russia cattiva e prepotente. E niente, pare che – soprattutto a sinistra – non si riesca proprio a cogliere l’eroismo, la nobiltà, la purezza di questa resistenza. Non ci si arriva. Le argomentazioni che adopera sono talmente fragili, sfilacciate, scialbe, che non vale nemmeno la pena di confutarle. Basterebbe aprire un atlante e guardare chi si è espanso davvero, chi ha fatto l’imperialista per decenni. Ma significherebbe ribadire l’ovvio, e francamente non ne ho voglia. Per quanto mi riguarda, è come se avesse detto che tutti i russi soffrono di meteorismo: stesso livello di profondità. E tu mi chiedi: “Ma che senso ha prendersela con una rivista che non legge nessuno, che si dice di sinistra ma scrive le stesse cose che trovi su Il Foglio, che per giunta costa meno?” E invece ha tutto il senso del mondo. Questi sono il simbolo perfetto della sinistrucola italiana: megafono della più piatta propaganda, fiera della superficialità, bancarella del conformismo. E sono anche esperti, sia chiaro, nel denunciare il famigerato “rossobrunismo”. Questo tipo di editoria vive nell’ossessione: fascisti ovunque, razzisti ovunque, patriarchi ovunque. Una litania. Questi qui, però, hanno una loro peculiarità: i rossobruni. Non ci dormono la notte. Non si piacciono. Scrivono quello che scrivono, ma sotto sotto si vergognano. E fanno bene. Perché in realtà vorrebbero dire altro: che servirebbe uno Stato sociale forte, investimenti pubblici, uscire dalla gabbia di istituzioni internazionali e sovranazionali che ci stritolano. Ma non possono. O non vogliono. E allora se la prendono con chi lo dice. Gli danno dei “rossobruni”. Perché, si sa, se dici cose “di sinistra” ma non fai parte del loro club esclusivo e lamentoso, sei automaticamente fascista. Dunque rosso (per i contenuti) e bruno (perché non stai con loro e dunque sei fascio). È tutto sommato interessante, da un punto di vista psicologico. Meriterebbero uno studio clinico, psichiatrico forse. Sono calendiani, certo, ma col senso di colpa. Almeno quelli de Il Foglio sono orgogliosi della loro roba: meglio l'originale, no? Il primo passo? Accettatevi.