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Il 28 giugno 1914 un ragazzo di 23 anni, Gavrilo Princip, nazionalista serbo, per le strade di Sarajevo, città alla periferia dell'allora Impero Austro-Ungarico, sparò uccidendolo all'Arciduca Francesco Ferdinando. Poteva essere un fatto di cronaca che, seppur grave, 111 anni dopo sarebbe potuto tranquillamente essere relegato tra gli aneddoti (d'altra parte, nel 2025 in pochi si ricordano di Gaetano Bresci e Umberto I?). E invece, è stato uno degli episodi più analizzati della storia e, 111 anni dopo, siamo qui ancora oggi a parlarne perché fu la miccia che esplose la prima guerra mondiale. Perché? Perché nei dieci-quindici anni precedenti si erano creati tutti i presupposti perché una guerra mondiale scoppiasse. Attriti tra superpotenze per le proprie sfere di influenza commerciale, emersione di una forza nuova e dinamica con una forza schiacciante sul piano commerciale e che iniziava a crescere fortemente anche sul piano militare (la Germania), guerre regionali in cui le potenze si scontravano mediante i loro proxy, alleanze militari. Per quindici anni, tutti hanno fatto un passettino alla volta verso il baratro, confidando che fosse l'altro a non avere il coraggio di scontrarsi e nella sua resa. Alla fine, si è arrivati così avanti che è bastato un ragazzo di 23 anni nella periferia dell'Impero per fare esplodere il tutto, nessuno a quel punto si è potuto tirare indietro. Il risultato è stato milioni di morte, una seconda guerra mondiale che di fatto è stata la prosecuzione della prima, un mondo che è totalmente cambiato. Vi ricorda qualcosa? (Claudia Candeloro) 🤕STOP AL RIARMO! Entra nel canale Telegram https://t.me/lafionda