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L'Italia ha riconosciuto lo stato di Israele nel 1949. Nonostante le innumerevoli promesse, l'Italia non ha mai riconosciuto ufficialmente lo stato palestinese. Anche quando Hamas non esisteva o non aveva un peso politico rilevante. Persino Australia, Canada e Gran Bretagna ci sono riusciti prima. Si tratta di una grave responsabilità politica: e non certo perché il riconoscimento possa garantire in sé un'esistenza degna ai palestinesi, quanto per il suo valore se non altro simbolico. D'altra parte la formula “due popoli, due stati” - con i suoi omissis - non può offrire garanzie maggiori. La celebre formula è una narrazione, non una soluzione: non lo è perché consiste in un'idea inapplicabile, tanto più in quel contesto. Il presupposto politico per costruire una pace duratura è la fine del sionismo, progetto basato sul suprematismo di un gruppo etno-religioso su tutti gli altri, sul colonialismo violento e sull'espansionismo permanente. Solo uno stato realmente laico con capitale a Gerusalemme potrebbe garantire l'esistenza pacifica di tutti i popoli del Levante. Potrebbe, anche se uno scenario di questo genere non prenderà forma: almeno fino a quando gli Stati Uniti saranno nella condizione di scongiurarlo. ⚡️ Segui il canale Telegram ⚡️https://t.me/mauriziovezzosi