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CENSURA IN RAI. E I PALADINI DEL "FREE SPEECH" CHE DICONO? Per il 7 ottobre, era stata annunciata su Rai3 la messa in onda di No other land, film-documentario premio Oscar girato da un collettivo di registi palestinesi sulle violenze israeliane in Cisgiordania antecedenti all'inizio del genocidio. Diverse testate hanno confermato che, a seguito di una telefonata politica, la messa in onda sia stata "posticipata", e con molta probabilità si tratta di un eufemismo per impedire in toto che esca sulla televisione pubblica. Da poco, per altro, proprio un colono israeliano ha ucciso Awdah Hathaleen, attivista palestinese che ha collaborato per la realizzazione del film. Chi ha fatto questa telefonata? Se fosse stato il centrodestra, ciò dimostrerebbe come i loro discorsi sulla libertà di parola e di pensiero siano solo frasi di circostanza ipocrite. D'altra parte, non è da escludere un ruolo di alcuni esponenti del centrosinistra, e i precedenti a opera dell'infaticabile Pina Picierno del PD parlano chiaro. Al di là di una eventuale commistione di responsabilità, resta da chiedersi guardando a certi ambienti del centrodestra: cosa hanno da dire i paladini del "free speech" e dell'amore per il dibattito libero rispetto a questa brutale censura? 🔴Entra nel canale Telegram de @lafionda