Contenuto
L'incontro tra Calenda e Sachs mi ha gettato nello sconforto. Non tanto per la pochezza intellettuale dell'interventismo pariolino, che ben conosciamo. Ma perché è sempre più evidente che l'evidenza non esiste. Non esiste campo di prova, non esiste verità. Non esiste modo di far prevalere un'opinione secondo criteri intersoggettivamente condivisi. Il 99% delle persone resta arroccato sulle sue convinzioni precedenti. Nulla che non si sapesse già, ma quando una verità periodica ti si ripropone con la faccia di Calenda, il dolore è ancora più acuto. Un anno fa si dibatteva se Israele volesse sterminare un popolo, oppure solo dar la caccia ai terroristi. Una delle due parti doveva aver ragione, giusto? Ma come capire quale? Una poteva essere inquinata da pregiudizi antiarabi, l'altra da pregiudizi antisionisti. Quale delle due meglio interpretava i propositi dei ministri israeliani? Si potrebbe pensare che, per rispondere a questa domanda, e dunque per certificare una verità condivisa, basterebbe interpellare gli stessi ministri israeliani, i quali tranquillamente, esplicitamente, dichiarano e dichiaravano di perseguire uno sterminio. La diatriba dovrebbe essere risolta. E Invece no. Anche in questo caso troverai qualche azzeccagarbugli che ti rigira la frittata. Ucraina, 2014. Secondo alcuni gli ucraini si sono spontaneamente ribellati al potere russo, secondo altri gli americani hanno messo la propria bandierina in Ucraina, organizzando un regime change. Chi mai avrà ragione? Gli uni potrebbero essere mossi da pregiudizi antirussi, gli altri da pregiudizi antiamericani. Forse, per rispondere a questa domanda, e dunque per certificare una verità condivisa, basterebbe interpellare gli stessi funzionari americani, i quali tranquillamente, esplicitamente, dichiarano e dichiaravano di aver organizzato un regime change in Ucraina, cioè in quel territorio che il quieto vivere tra superpotenze assegnava alla sfera di influenza russa. La diatriba dovrebbe essere risolta. E invece no. Troverai sempre un cavillatore a rigirare la frittata, per giunta con la faccia di Calenda. Perché questo è il punto. Le nostre ormai vaghe speranze di democrazia si fondano sul presupposto che esiste un terreno di incontro comune: il Logos, il dialogo dove la fiamma della verità divampa. Ma si tratta di un terreno frequentato davvero da pochissime persone.... Emanuele Maggio 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist