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Quali sono le cause originarie della crisi economica, politica e culturale dell'Europa? Perché, nonostante i fallimenti, l'UE non riesce a riscattarsi, a uscire dalla palude in cui è precipitata? Qual è il rapporto, scientificamente dimostrabile, tra il declino italiano e l'assetto monetario dell'UE? Quali scelte l'Italia ha compiuto dal 1978 in tutti gli ambiti della vita collettiva che l'hanno condotta a questa stagnazione? Qual è il rapporto tra la guerra in Ucraina, la guerra commerciale con gli USA e il Trattato di Maastricht? Qual è il fondamento filosofico e antropologico della crisi dell'Unione Europea? Perché, nonostante tutto, la critica all'UE rimane l'indicibile, quasi una bestemmia nel dibattito pubblico europeo? Fra 10 giorni, il 7 novembre, uscirà il mio libro "Eurosuicidio". È un libro nato da una ricerca di 15 anni che porta a una conclusione semplice e chiara: la crisi che viviamo non è un incidente, ma il risultato coerente di scelte politiche ed economiche compiute da più di quarant'anni. L’Europa non è “in” crisi: è la crisi. L’UE, lungi dall’essere la promessa di stabilità e progresso, si è rivelata un meccanismo di impoverimento, disuguaglianza, dipendenza geopolitica, omologazione, che ha privato gli Stati degli strumenti fondamentali per governare le proprie economie e difendere la propria democrazia, senza ottenere nulla di significativo in cambio. L'Italia ha distrutto il proprio modello di sviluppo, per un accecamento ideologico e un conformismo privo di visione. Ma questo Eurosuicidio ora si sta diffondendo anche agli altri paesi europei, Germania e Francia in primis, colpiti anche loro da una crisi radicale e sostanziale, che riguarda il campo energetico, industriale, militare. Viviamo nel disvelamento dei problemi antichi di questa integrazione europea, ed è perciò il momento migliore per un ripensamento radicale. Eurosuicidio non vuole però essere solo un libro di denuncia. È anche un tentativo di offrire una via alternativa: economica, politica, geopolitica, spirituale. Perché solo ripensando l’Europa dalle sue fondamenta, a partire da una nuova e fondata ricostruzione che nel libro viene offerta, potremo salvare l’Italia e l'Europa da questa foga auto-annichilente. Il libro avrà la prefazione di Lucio Caracciolo e gli endorsment di Marco Travaglio, Franco Cardini, Dani Rodrik dell'Università di Harvard e Wolfgang Streeck, direttore emerito dell'Istituto Max Planck. Gabriele Guzzi