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@lafionda

la fionda📗

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Pubblicato20 nov20/11/2025, 11:38
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https://x.com/SavinoBalzano/status/1991468300727976419?t=52EUAz_s2sCxeH_K-KxRVw&s=19 Non mi ha sorpreso affatto la levata di scudi in difesa d'ufficio di #SergioMattarella. Il nostro sistema politico e mediatico è completamente supino, letteralmente asservito al #Quirinale. In un famoso talk televisivo ho ascoltato le solite scialbe menzogne: «#Mattarella è il politico più amato del Paese». Affermazioni più prescrittive che descrittive, volte cioè a imporre una realtà che è mera finzione. Addirittura un'altra, letteralmente comica: «Mattarella ha sfidato i poteri forti: si pensi al suo attacco a Elon Musk». Come se “i poteri forti” fossero una realtà unica, una sorta di monade, e non esistessero faide chiarissime al loro interno, evidenti anche agli osservatori più sprovveduti. Poi, francamente, un Presidente avverso ai poteri forti che va a braccetto con #Draghi fatico molto a immaginarlo. Che la nostra informazione sia ormai specializzata nel racconto del grottesco spacciato per verità lo sappiamo, ma ho trovato esilarante “lo scandalo” di chi si basiva, si sconvolgeva, si perplimeva per l’ipotesi di un #PresidenteDellaRepubblica che interviene per mettere in difficoltà l’esecutivo, magari al fine di soppiantarlo. Con questo non dico affatto di credere che Mattarella voglia disarcionare Meloni: questo non lo so e non abbiamo alcun elemento per affermarlo. Quello che dico è che – qualora emergesse con maggior concretezza – non mi sorprenderebbe affatto. E per una ragione molto semplice: in particolar modo da #Napolitano in poi, queste cose il Quirinale è solito farle. Davvero qualcuno ritiene – con intima onestà – che #GiorgioNapolitano fosse del tutto estraneo alla caduta di Berlusconi nel 2011? Che non avesse facilitato in tutti i modi la salita a Chigi di #Monti perché quest’ultimo realizzasse il programma (di macelleria sociale) che l’Unione Europea voleva imporci (vedasi lettera BCE firmata Trichet/Draghi dell’agosto di quell’anno) L’episodio che vide coinvolto Paolo Savona, a cui fu impedito da Mattarella il Tesoro nel 2018, non dice nulla? Savona non poteva diventare ministro dell’Economia per le sue idee politiche e, nello specifico, per il suo euroscetticismo. Giuseppe Conte cercava una maggioranza e nel frattempo il Colle provava a imporre Cottarelli alla guida del governo, nonostante il palese esito elettorale “antisistema”. Lo stesso discorso vale per la politica estera, per la guerra in particolare: il ruolo di Napolitano sulla Libia appare sovrapponibile a quello di Mattarella verso la Russia. Si somigliano moltissimo. Il minimo comun denominatore è sempre lo stesso, ovvero la tutela di un asse di potere specifico: quello tra Bruxelles e Washington, con particolare deferimento ai Democratici e ai Repubblicani avversi al movimento Maga. Un vero e proprio programma politico, a pensarci: solo che il Quirinale non dovrebbe svolgere questa funzione. Il #CapoDelloStato non è eletto dai cittadini e non è eletto per realizzare un programma politico. Tanto è vero che il mandato travalica la legislatura (nel caso di Mattarella, abbiamo addirittura superato i dieci anni). Un programma, un solco per così dire, da rispettare ce l’avrebbero: sarebbe la #Costituzione. Che però appare relegata al ruolo di mera carta da parati per le sontuose sale del Palazzo.