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"Da un’interessante intervista del Corriere con l’amministratrice delegata di Euroclear, la società finanziaria belga che detiene in custodia i titoli russi congelati, viene fuori che una soluzione auspicata al problema è la seguente. Facciamo attenzione perché una questione di tecnica finanziaria ha conseguenze fondamentali per la gente comune. La UE si prende la liquidità dei titoli russi (ovvero il loro corrispondente liquido) e cede in cambio a Euroclear un pagherò, che Euroclear cede a sua volta alla BCE come collaterale per ottenere un prestito di entità equivalente. Alla fine del giro di valzer, i titoli russi—a forte rischio di dover essere rimborsati—finiscono nel bilancio della BCE, che assorbe il rischio corrispondente. Se l’evento avverso—il rimborso dei titoli alla Russia—si verifica, è la BCE a dover subire la perdita in conto capitale, non la UE, né Euroclear, né gli Stati membri. Di fatto, l’operazione sarebbe in tutto e per tutto un finanziamento monetario da parte della BCE delle spese militari ucraine. Molti di noi ritengono che questa forma di finanziamento da parte della BCE sarebbe auspicabile per finanziare programmi di investimento europeo, per es. per decarbonizzazione o rinnovo delle infrastrutture tradizionali e digitali. Tuttavia, ci è sempre stato risposto che una tale operazione è vietata dai Trattati e considerata summa ignominia per lo meno da 40 anni, in Italia dal “divorzio” tra Tesoro e Banca d’Italia, perché mette a rischio la stabilità dei prezzi e l’indipendenza della Banca Centrale. Adesso invece viene ipotizzato il finanziamento monetario per finanziare la spesa militare, per altro altrui, ma forse presto anche quella della UE. È la fine della scusa suprema: “non ci sono i soldi per fare questo o quest’altro”. I soldi ci sono sempre se la volontà politica retrostante è sufficientemente forte. La BCE si oppone a questa soluzione, che quindi non è scontata. In ogni caso la vicenda mostra ancora una volta che i vincoli europei, legislativi ed economici, sono vincoli immaginari, aperti alle più ampie reinterpretazioni. Quel che era dichiarato impossibile fino a ieri—per es. concedere prestiti statali agli Stati membri perché possano utilizzarli per ripagare le banche estere (il caso greco)—diviene improvvisamente possibile se gli interessi coinvolti sono sufficientemente forti e influenti. Accertato che le regole europee possono essere piegate e reinterpretate in caso di necessità, il problema che si pone è quello di piegarle alle esigenze del popolo invece dei soliti noti." (Lucio Baccaro, direttore del Max Planck Institute for the Study of Societies) 🤕Entra nel canale telegram http://t.me/lafionda