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IRAN/ “Usa a rimorchio e senza strategia, ecco l’effetto-domino in Medio oriente” Intervista al Generale Maurizio Boni La strategia non c’è, perché questa operazione è stata lanciata dagli israeliani e gli americani li hanno seguiti, anche se non erano neanche stati avvertiti che l’operazione stava cominciando. Marco Rubio, in un consesso molto ristretto di senatori americani del Comitato delle Forze Armate del Congresso, lo ha ammesso candidamente. Non c’è strategia. E se l’obiettivo della missione era quello di abbattere il regime di Khamenei, quindi di rovesciare il governo iraniano, non ci sono riusciti, né ci sono segnali che ci riusciranno. Le forze armate iraniane tengono, la società si è compattata dietro quello che sarà il nuovo leader, e quindi non c’è strategia americana se non quella di continuare a bombardare senza alcuno scopo. L’Iran non crollerà per via delle bombe americane, non deve fare altro che continuare ad assorbire il colpo, perché per questioni logistiche gli americani non hanno la possibilità di sostenere a lungo questo conflitto. Non a caso Trump parla di una guerra di quattro settimane: molto probabilmente le loro dotazioni permettono di sostenere il conflitto per non più di 5 settimane. Gli iraniani hanno colpito tutti i porti nella regione attraverso i quali gli americani rifornivano la loro flotta, il loro sistema militare: sono tutti fuori uso e ora devono far ricorso ai porti indiani e in seconda battuta persino a quelli italiani. Insomma, la logistica è complicata sia per la scarsità degli stock, quindi delle riserve, sia perché sarà molto difficile fare arrivare ciò che occorre nel teatro della guerra. Gli americani hanno sposato pienamente il sistema israeliano di uccidere chiunque si trovi sulla loro traiettoria. Il problema è che hanno seguito gli israeliani, ma non hanno via di uscita: non credo che ci saranno sviluppi positivi a favore della coalizione USA-Israele. Bisogna stare attenti alle missioni sotto falsa bandiera, perché in Iraq e in Arabia Saudita, le autorità governative locali hanno arrestato agenti del Mossad che stavano preparando attentati per attribuirli all’Iran. Nella destabilizzazione regionale gli israeliani continuano a giocare un ruolo importante. Questo per dire come possano essere senza scrupoli. Finora sono state attaccate 27 basi americane e su Al Jazeera troviamo i primi sfoghi di funzionari dei Paesi del Golfo: lamentano che gli Stati Uniti spendono le loro risorse per difendere Israele, lasciando indifese le altre nazioni dell’area che sono partner degli USA. È da tempo che gli israeliani dettano legge e gli americani li assecondano. Anzi, gli Stati Uniti stanno mettendo a repentaglio la loro credibilità politico-militare per Israele. Ed è questo che la base repubblicana non sta perdonando a Trump: è sparita la sovranità americana, altro che MAGA. Trump si era stupito del fatto che l’Iran non avesse capitolato di fronte alla minaccia dell’imponente sistema militare schierato nel Golfo e questo significa proprio uno scollegamento totale dalla realtà. https://www.ilsussidiario.net/news/iran-usa-a-rimorchio-e-senza-strategia-ecco-leffetto-domino-in-medio-oriente/2940108/ 🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist