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E dopo Zuckerberg, anche Google ammette una delle a pagine più sconcertanti della storia della democrazia statunitense: negli anni del COVID, l’amministrazione Biden ha imposto la censura di contenuti e di opinioni contrari alla narrativa ufficiale, inibendo pertanto la libertà di opinione e di confronto. Il tutto all’insaputa dei cittadini e in evidente violazione dei principi costituzionali. Ora promettono che in futuro non accadrà mai più. Ma in questo caso, non basta la parola. Occorrono i fatti.