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🔷 E ancora una volta un dettaglio tutt’altro che insignificante giornalisticamente, viene affogato nell’articolo e non viene citato nei titoli, né nei sottotitoli, quello della nazionalità degli aggressori. un tunisino di venti anni, un siriano di diciassette, un marocchino di sedici e un’italiana quindicenne. Le statistiche dimostrano che c’è un problema di delinquenza minorile provocato in larga parte da giovani immigrati. Ma la stampa mainstream, quando succedono fatti come questi - il che accade,purtroppo, frequentemente - lo nasconde per timore di fomentare il razzismo. E invece così si finisce proprio per alimentarlo e soprattutto si accentua quel senso di sfiducia e di insicurezza che oggi viene provato dalla grande maggioranza dei cittadini nelle città grandi, ma anche sempre di più anche in quelle piccole e medie. Il giornalismo deve servire per parlare dei problemi più delicati come questo, certo con equilibrio e senso di responsabilità, con l’auspicio che questa serva a contribuire a tutelare i cittadini onesti, mentre l’omertà, anche mediatica, produce l’effetto opposto. Incoraggia i delinquenti, avvilisce i cittadini. Ma la maggior parte dei giornalisti preferisce obbedire al politicamente corretto, salvo diventare furiosi quando ad essere rapinati sono loro stessi o i propri figli .