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Post #70

@marcellofoa

Marcello Foa

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Pubblicato2 mag02/05/2025, 20:51
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✔️E’ significativo come un post che era una semplice constatazione abbia suscitato tante reazioni, a larga maggioranza di approvazione, a giudicare dai like, ma anche di attacchi e insulti. Non risponderò alle sciocchezze (abbastanza numerose), mi limito a rilevare come proprio queste reazioni dimostrano come il tema sia sentito, perché è un problema reale. Le grandi città sono alle prese con un’immigrazione incontrollata e vedono cambiare la loro identità, il loro spirito e la loro socialità. Il paragone avanzato da qualcuno (“gli arabi di oggi sono come i meridionali di 50 anni fa”) non regge: la migrazione a quella epoca era interna, decine di migliaia di meridionali lasciavano i luoghi natii per venire al nord ma erano italiani, parlavano la stessa lingua, la stessa cultura. Gli arabi rappresentano una civiltà completamente diversa e l’interpretazione dell’Islam di molti di loro è estrema, peraltro punitiva nei confronti delle donne. Questo ci porta al nocciolo della questione: le migrazioni ci sono sempre state e sempre ci saranno e sono in sé virtuose ma a condizione che la possibilità di integrazione culturale e valoriale sia armoniosa e concreta. Il che è più semplice tra popolazioni occidentali o quando c’è affinità culturale o religiosa; risulta molto più complicata quando si tratta di integrare culture ed etnie radicalmente diverse. In proporzioni controllate è possibile e i risultati bellissimi, ma quando il flusso diventa incontrollato (e illegale) la situazione tende a sfuggire di mano. Comunità troppo ampie non si integrano, occupano interi quartieri e sorgono problemi enormi. Che sono sotto gli occhi di tutti ma che molti si ostinano a non riconoscere. Poi si meravigliano se vincono Farage e la Le Pen.