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Questa è la conferma: Stati Uniti e Iran erano a un passo da un accordo storico sul programma nucleare degli Ayatollah, grazie a sorprendenti concessioni da parte di Teheran durante i negoziati in Oman. Rivera il Guardian, citando un altro funzionario britannico che ha assistito ai colloqui. Ma dopo poche ore,Trump ha deciso di bombardare. E oggi il capo dell’intelligence statunitense Tulsi Gabbard ha confermato che il nucleare iraniano non rappresentava una minaccia. Insomma, non c’era nessuna ragione di scatenare la guerra, se non quella di assecondare gli assurdi piani di Netanyahu. Questi sono i fatti, oltre la propaganda.