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Marco e la Rusalka: storie russe

@marco_massacesi

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Cultura russa (folclore, mitologia, letteratura) e altro.

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Pubblicato 11 gen

La skazka: la fiaba russa Testo diMarco Massacesi La bellezza della letteratura russa non è legata solo ai Tolstoj, ai Dostoevskij e agli altri nomi più noti: c'è anche un genere più “fantastico”, di cui fa parte la fiaba (in russo skazka, “skàska”). Il filone dominante della skazka è la magia: tutto si svolge perché i vari personaggi usano la magia. Attenzione, non si tratta di una magia “alla Harry Potter”: i protagonisti delle fiabe russe usano la magia non perché sono maghi che l'hanno studiata, ma semplicemente perché già la conoscono di fatto. Le vicende girano attorno a temi ricorrenti: un eroe che deve cercare o aiutare una fanciulla, un cattivone che ruba il ruolo di protagonista all'eroe ma poi viene smascherato, personaggi che si imbattono in avventure e così via. Il lieto fine è sempre raggiunto con l'aiuto di oggetti e poteri magici, che inizialmente quasi mai il protagonista possiede: gli vengono donati, spesso da alcuni animali o dalle stesse fanciulle o principesse. I luoghi dove si ambientano i racconti sono fantastici: reami lontani, regno dei morti e altro ancora. La morale è nell'esito fortunato dell'eroe, che deve superare varie vicissitudini: non sempre lotta contro i mostri o la strega cattiva, ma spesso contro la cupidigia di altri personaggi... l'egoismo e la cattiveria sono infatti temi che non mancano nella skazka. Ogni popolo ha le proprie favole e fiabe, intrise del suo folclore. Nella skazka ci sono peculiarità del folclore russo: le tipiche casette di legno, l'immancabile stufa, la strega Baba Jaga e altro ancora. Il temine skazka indica la fiaba, non la favola: la favola ha un contesto sì immaginario, ma in essa non è presente la magia; la fiaba è invece il racconto del fantastico. La skazka è una di quelle cose che, all'apparenza, sembrano fatte per i bambini, ma poi vanno bene anche per gli adulti! Immagine: illustrazione di Ivan Bilibin per la fiaba Mar'ja Morevna Cultura Italia-Russia

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Pubblicato 31 dic

Buon anno nuovo! 💫💖

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Pubblicato 31 dic

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Pubblicato 26 dic

La fiaba della fanciulla della neve Visto che siamo in clima natalizio e aspettiamo il Capodanno, vi racconto oggi una fiaba tipica di questo periodo: la fiaba di Sneguročka, la fanciulla della neve. È una fiaba molto dolce, che avevo già pubblicato tempo fa. Se vi va di ascoltarla, il video non è lungo, dura circa 4 minuti. 😊 Il racconto non è la lettura dal libro... racconto la fiaba a modo mio! 🙂 Il video è accompagnato da diverse immagini, che gli fanno da contorno. Buon ascolto, un saluto! Marco e la rusalka: storie russe per Cultura Italia-Russia

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Pubblicato 24 dic

Auguro un felice Natale a tutti voi! 🎄💫

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Pubblicato 16 dic

Elmo e Cupola. Storia della Russia medievale DiOlga Tarovik 🇷🇺 Molti avranno già sentito dire che la città di San Pietroburgo fu costruita in gran parte da architetti italiani. Oppure che la famosa “insalata russa” in Russia porta invece il nome del cuoco francese che la inventò e si chiama “insalata Olivier”. Oppure che il primo uomo nello spazio si chiamava Yuri Gagarin… Ma lo sapevate che: ... anche il Cremlino di Mosca fu costruito da italiani? ... il cirillico non fu inventato da Cirillo? ... le sirenette russe non avevano una coda di pesce? ... il rublo nacque nel XIII secolo? ... i primi esploratori della Siberia erano convinti che i mammut vivessero sotto terra? ... gli zar russi si sceglievano le mogli facendole competere in appositi concorsi di bellezza? 🇷🇺 Se tutto questo vi interessa, se volete sapere come nacque la Russia, come nel corso dei secoli, da un piccolo nucleo sulle rive dei fiumi Dnepr e Volkhov, diventò il più grande paese del mondo e, infine, che cosa succedeva da quelle parti da quando vi sbarcarono i variaghi di Rjurik fino a quando il giovane Pietro il Grande rinchiuse sua sorella al monastero, questo libro fa per voi. Elmo e Cupola è un viaggio avvincente attraverso la storia della Russia medievale, dalle origini leggendarie della Rus’ fino alla vigilia dell’età imperiale. Attraverso una narrazione ricca di dettagli e curiosità, il libro guida il lettore tra battaglie, riti, leggende e trasformazioni culturali, offrendo un affresco ricco di personaggi, eventi e paesaggi storici. L’autrice svela i segreti di una civiltà complessa e affascinante, in bilico tra Europa e Asia, tra spiritualità e conflitto, tra l’elmo della guerra e la cupola della fede. L’opera si distingue per l’uso di fonti storiografiche russe spesso inedite in Italia e per la capacità di intrecciare la dimensione storica con quella simbolica. Un’opera imperdibile per chi desidera comprendere l’anima storica della Russia, dalle sue radici profonde fino alle soglie dell’età moderna, un’epoca spesso trascurata nel panorama editoriale italiano. Il Terebinto edizioni Prefazione diOlga V. Petukhova ❤️‍🩹❤️‍🩹❤️‍🩹Link Amazon Cultura Italia-Russia

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Pubblicato 24 nov

La Margherita di Bulgakov Nel romanzo russo del 1800 e del 1900 non mancano, tra i vari personaggi creati dai romanzieri, donne di spicco che spesso vengono etichettate come vere e proprie “eroine”. E in fondo ognuno di noi lettori ha il proprio personaggio femminile preferito! Il mio è la Margherita di Bulgakov. Anna Karenina e altre vengono chiamate eroine, ma in fondo siamo sinceri: è facile "rompere gli schemi" andando a innamorarsi di un ufficiale bello e affascinante, rompendo la monotonia della quotidianità con furtivi incontri dalle mille emozioni, in stile Madame Bovary. Margherita invece è diversa: si innamora del Maestro non perché questi è bello, fico e ricco, anzi. È una ragazza che va oltre la scorza esteriore e riesce a cogliere l'animo. E il Maestro si innamora di lei non certo perché è la bellona di turno. Margherita sa cos'è l'amore, e rompe gli schemi (lei sì) non nei balli di società, ma venendo a patti col diavolo e volando a cavallo di una scopa, come una strega. Ecco perché per me Margherita non è un'eroina, ma una “contro-eroina”. Il suo è il vero rompere gli schemi, e questo, sì, è eroismo. Immagine: autoritratto, Zinaida Serebrjakova. Marco e la rusalka: storie russe per Cultura Italia-Russia

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Pubblicato 24 nov

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Pubblicato 4 nov

La dea Lada: l'amore come forza vitale di tutto il creato Molti sono del parere che l'amore sia la forza motrice di tutto, che regola la vita delle persone, degli animali e delle piante. Nella mitologia slava c'è una figura che incarna quest'idea: la dea Lada. Per gli antichi Slavi era la dea dell'amore, della bellezza e della prosperità. Era la personificazione della natura femminile che dona la vita, e quindi era anche la dea della fertilità. In epoca precristiana la Regola è vivere secondo coscienza e in armonia con la natura, e il raggiungimento della serenità con se stessi è l'obiettivo principale: Lada è la dea che conduce all'unità e allontana dalla discordia e dalla separazione. È a lei che ci si affidava per mantenere la tranquillità in casa; la donna chiamava 𝘭𝘢𝘥𝘰 il proprio compagno, e lui la chiamava 𝘭𝘢𝘥𝘶𝘴𝘩𝘬𝘢. Il termine Lada non era soltanto il nome della dea, ma anche una parola che, per gli antichi Slavi, indicava il concetto dell'intera struttura della vita e del mondo, una struttura dove tutto è in armonia e ordine, cioè tutto è buono. Lada era anche molto bella! Aveva lunghi capelli color oro, adornati con perle, e indossava un lungo abito allacciato da una cintura dorata. Così era raffigurata in un antico tempio che si ritiene a lei dedicato. Ma non tutti i mitologi sono d'accordo. Anzi, oggi è consolidata l'opinione che Lada sia una dea inventata da dotti di epoche successive. Alcuni sostengono che Lada sia un nome derivato da un canto in cui ricorre la parola 𝘭𝘢𝘥𝘰. Non mancano, del resto, esempi di figure mitiche derivate da canti popolari. Che sia una figura mitologica o un'invenzione di qualche letterato del passato, per noi "ladushke" e "ladi" romantici Lada è la nostra dea preferita! Quindi, cari mitologi, giù le mani da lei! Immagine: un'illustrazione di Boris Olshanskij. Marco e la rusalka: storie russe per Cultura Italia-Russia

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Pubblicato 4 nov

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Pubblicato 28 ott

Il Gatto Bajun - Кот Баюн Testo di Svieta Grivacheva Il Gatto Bajun è un personaggio del folclore russo. Nelle fiabe, è raffigurato come un enorme gatto nero con la magica capacità di parlare il linguaggio umano. Una sua versione letteraria popolare è il personaggio di Pushkin, che compare nell'introduzione al poema "Ruslan e Ljudmila" del 1828. Il Gatto Bajun è un personaggio serio e ha poco in comune con il gatto normale. È misterioso e ambiguo. Il nome del magico gatto probabilmente viene da una delle due parole con la stessa radice: "bajukat'" (cullare) o "bajat'" (raccontare storie). Pertanto, il Gatto Bajun è un gatto loquace, capace di indurre il sonno, distrarre l'attenzione e stordire la volontà con la sua conversazione. Ammalia e culla i viaggiatori in avvicinamento con le sue parole e il suo canto. Quelli che non hanno la forza di resistere alla sua magia e non sono preparati a combattere contro di lui, vengono uccisi dal gatto stregone con i suoi artigli di ferro. Ma se uno riesce a catturare il Gatto, troverà la salvezza da ogni malattia e disturbo, poiché i racconti di Bajun hanno potere curativo. Quando Bajun viene sconfitto, ci si può fidare incondizionatamente della sua parola; manterrà sicuramente ciò che ha promesso. Bajun non è né malvagio né buono di per sé. Non si fida delle persone, ma esige la prova che siano persone degne di essere gentile con loro. Così, infatti, fanno anche i gatti "normali". Cultura Italia-Russia

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Pubblicato 22 ott

Černobog (Чернобог), il dio oscuro Nella mitologia e nel folclore slavi, Černobog è considerato la divinità che incarna il lato oscuro del creato: distruzione, sfortuna, male. Il suo nome stesso significa infatti "dio nero". La sua effettiva presenza nel pantheon delle divinità slave è tuttavia molto dubbia. Le fonti di cui disponiamo sono poche e incerte: si tratta di racconti e testimonianze che ci sono pervenuti da quei colonizzatori che, nel medioevo, si erano recati nella parte orientale dell’Europa per motivi commerciali oppure allo scopo di convertire al cristianesimo le popolazioni locali. In base a queste fonti, Černobog sembrerebbe non tanto un dio del paganesimo slavo, quanto una figura tipica del folclore, associata a paure, sfortune e disgrazie. Gli antichi racconti popolari descrivono Černobog come un uomo vestito sempre con abiti e mantelli neri, dal volto indistinto, spesso accompagnato da animali come il lupo, il corvo, il serpente e il caprone. In epoca moderna la sua figura è stata ripresa in àmbiti culturali diversi; è presente, ad esempio, nel film Fantasia della Disney, dove viene descritto come personaggio nero alato, e nel poema sinfonico di Musorgskij Una notte sul Monte Calvo, dove viene rappresentato come un demone. Gli studiosi di mitologia e folclore slavi tendono a considerare Černobog non come un vero dio cattivo o negativo, ma come un’allegoria simbolica che rappresenta l’oscurità e il caos in contrapposizione all’ordine e alla luce… Alla fine, il succo del discorso è che l’uomo ha sempre bisogno del dualismo bene/male, e anche gli antichi Slavi non facevano eccezione! Marco e la rusalka: storie russe per Cultura Italia-Russia

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