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🎨Arte & 🌌Astronomia Nel 1189, Vincent Van Gogh dipinse la Notte Stellata durante il suo soggiorno nel manicomio Saint-Paul-de Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. Quella notte, poco prima dell'alba, il pittore raffigurò un cielo notturno pieno di vortici di nubi e mulinelli stellari. Di recente alcuni scienziati, studiando i mulinelli di una nube di polvere intorno a una stella, notarono la somiglianza con il celebre quadro di Van Gogh. Analizzando il quadro si è scoperto infatti che i vortici disegnati dal pittore sono straordinariamente simili alle turbolenze fluide. Questo è stato riscontrato in tutti i quadri di Van Gogh risalenti a un periodo di estremo turbamento. Nei quadri risalenti a periodi più tranquilli invece non si nota alcuna corrispondenza. Il concetto di turbolenza è uno dei più difficili da comprendere in matematica. Eppure quella notte d'estate Van Gogh sembra aver percepito e disegnato con precisione queste turbolenze, che verranno poi scoperte e definite matematicamente oltre 60 anni dopo. È difficile credere che il pittore abbia concepito qualcosa del genere durante un periodo estremamente turbolento ma è altrettanto difficile pensare che sia stato solo un caso. Senza dubbio le straordinarie capacità del genere umano suscitano (almeno in me) un senso di mistero e di indescrivibile bellezza.