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Canale sorgente @orizzontipolitici · Post #1336 · 27 ago

Afghanistan e i Paesi confinanti: meglio amici che nemici, di Maddalena Fabbi Leggi l’articolo completo sul nostro sito ↗ @orizzontipolitici #Afghanistan

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4 post simili trovati

Capibara Media

@gabgerm · Post #3629 · 19/03/2026, 18:28

Guerra Pakistan/Afghanistan La Linea Durand, il confine che separa Pakistan e Afghanistan, torna a scaldarsi al calor bianco e il Pakistan ha ricominciato ad effettuare raid in territorio Afghano. Il nodo centrale: il solito TTP (i Talebani Pakistani) e la sua stretta mortale con i Talebani Afghani. Come si potrà mai risolvere questo rebus? #afghanistan#pakistan#guerra 🦬 Segui il Capibara 🦬

Marx21.it

@marx21news · Post #9993 · 19/03/2026, 07:49

Escalation tra Pakistan e Afghanistan: strage a Kabul Un attacco aereo ha colpito un centro di riabilitazione a Kabul causando almeno 400 morti e oltre 250 feriti. Una tragedia enorme che segna uno dei momenti più violenti degli ultimi anni nella regione. Il Pakistan nega di aver colpito civili, sostenendo di aver preso di mira basi terroristiche. L’Afghanistan accusa invece Islamabad di bombardamenti indiscriminati. ⚠️ Alla base del conflitto: tensioni lungo la contestata Linea Durand terrorismo transfrontaliero presenza di gruppi armati come TTP e IS-Khorasan Dopo il ritiro USA nel 2021, i rapporti tra i due Paesi sono progressivamente peggiorati, nonostante un cessate il fuoco nel 2025. La comunità internazionale (India, Iran, Russia, ONU) chiede dialogo e rispetto del diritto internazionale. ❗ Una cosa è certa: un’escalation militare aperta sarebbe devastante, soprattutto per l’Afghanistan. #Geopolitica#Afghanistan#Pakistan#CrisiInternazionale https://www.marx21.it/internazionale/escalation-del-conflitto-pakistan-afghanistan-strage-a-kabul/

Marx21.it

@marx21news · Post #9796 · 25/02/2026, 07:39

Dall’Afghanistan alla Turchia: la libertà di informazione e il rispetto per i contesti locali. In questi giorni seguo con attenzione due vicende che apparentemente sono lontanissime tra loro, ma che in realtà ci parlano dello stesso problema: il modo in cui raccontiamo (e giudichiamo) ciò che accade fuori dai nostri confini. Partiamo dall’Afghanistan. I nostri media gridano allo scandalo per il nuovo Regolamento di Procedura Penale firmato dal governo talebano. Si parla di “apartheid di genere”, di violenza domestica istituzionalizzata, di donne che valgono meno di un animale (visto che maltrattare un cane è punito più severamente che picchiare una moglie). Io non sono qui per difendere i talebani, ma per ricordare una cosa semplice: scandalizzarsi oggi significa non aver mai capito la società afghana. La condizione femminile in quel Paese è il frutto di secoli di cultura tribale, etnica e religiosa. Non è cambiata durante i 20 anni di occupazione americana (anzi, alcune leggi dei governi fantoccio erano persino peggiori). E, sia chiaro, non si tratta di giustificare, ma di comprendere per poter davvero aiutare. Inoltre, non possiamo ignorare che queste campagne stampa, cavalcate dalle ONG dei diritti umani, servono spesso a tenere l’Afghanistan in uno stato di non-riconoscimento internazionale, giustificando di fatto il congelamento dei fondi per la ricostruzione. E intanto si tace sul fatto che i talebani hanno sradicato la produzione di oppio e stanno affrontando carestie e disastri naturali. Ma questo, ovviamente, non fa notizia. Passiamo alla Turchia. Il caso del giornalista Andrea Lucidi (a cui va comunque la mia solidarietà per il fermo subito) mi tocca da vicino. Ho lavorato per anni in Turchia, con missioni archeologiche autorizzate, e conosco bene le regole del gioco. La Turchia non è un Paese facile. È una nazione sovrana con le sue regole, le sue sensibilità e le sue ferite (come il terrorismo curdo nelle zone rosse). Lì non si entra con la presunzione di poter fare informazione senza autorizzazioni, senza passi formali, senza rispetto per le istituzioni. Polizia ed esercito non discutono, eseguono ordini. E se ti muovi come un elefante in un negozio di cristalli (magari in zone sensibili come Istanbul o il sud-est), le conseguenze sono prevedibili. Detto questo, dobbiamo anche essere realisti: l’Europa ha bisogno della Turchia. Erdogan, checché se ne dica, è un interlocutore che sa dire pane al pane nei complicati equilibri internazionali. Concludo con una riflessione: i diritti umani non sono un assoluto calato dall’alto, né un’ideologia da usare con due pesi e due misure. Se vogliamo davvero difenderli, dobbiamo farlo con la conoscenza dei contesti, con gradualità e con rispetto. Altrimenti, rischiamo di essere solo “tifosi” che fanno più danni che altro. Che ne pensate? #Afghanistan#Turchia#DirittiUmani#Informazione#Geopolitica#LibertàDiStampa https://www.marx21.it/internazionale/dallafghanistan-alla-turchia-liberta-di-informazione-adattamento-rispetto-per-gli-altri/