TGTGInsightintelligence telegramLIVE / telegram public index
Torna ai canali
Papa & Vaticano - News avatar

TGINSIGHT CHAT

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews

Notizie e media

🇻🇦 I discorsi, le omelie, le preghiere del Papa e le notizie più importanti dalla Santa Sede. Seguici per restare sempre aggiornato Facebook 👉https://www.facebook.com/papaevaticanonews Telegram 👉https://t.me/papaevaticanonews

Iscritti2,750Iscritti attuali
Post tracciati1,006Post indicizzati
Reach recente3,636Visualizzazioni post recenti
Post recenti

Post recenti

Pag. 1 di 84 · 1,006 post

Pubblicato 13 apr

🇩🇿🇻🇦 Un forte incoraggiamento alla testimonianza silenziosa, alla preghiera e all’impegno per la #pace è giunto da Papa #LeoneXIV durante l’incontro con la comunità cattolica algerina nella basilica di Nostra Signora d’Africa, ultimo appuntamento pubblico della prima giornata di Viaggio Apostolico nel Paese nordafricano. “Siete una presenza discreta e preziosa, radicata in questa terra, segnata da una storia antica e da luminose testimonianze di fede”, ha affermato il Pontefice, rendendo omaggio a una comunità piccola ma profondamente inserita nel tessuto sociale algerino. “La vostra comunità ha radici molto profonde: siete gli eredi di una schiera di testimoni che hanno donato la vita, spinti dall’amore per Dio e per il prossimo”. Il Santo Padre ha ricordato in particolare i diciannove religiosi e religiose martiri d’#Algeria, “che hanno scelto di stare al fianco di questo popolo nelle sue gioie e nei suoi dolori. Il loro sangue è un seme vivo che non smette mai di dare frutto”. Un’eredità che affonda le sue radici nei primi secoli del cristianesimo, quando in questa terra risuonò la voce di Sant’Agostino, preceduta dalla testimonianza di santa Monica e di altri santi. “La loro memoria – ha sottolineato – è un richiamo luminoso ad essere, oggi, segni credibili di comunione, dialogo e pace”. Ampio spazio è stato dedicato al valore della preghiera, descritta come dimensione essenziale dell’esistenza umana. Citando Giovanni Paolo II, Papa Prevost ha ricordato che “l’uomo non può vivere senza pregare, come non può vivere senza respirare”, e ha richiamato anche le parole di Charles de Foucauld: “Pregate molto per gli altri. Consacratevi alla salvezza del prossimo con tutti i mezzi in vostro potere”. “La preghiera unisce e umanizza, rafforza e purifica il cuore”, ha osservato il Vescovo di Roma, evidenziando come la Chiesa in Algeria, proprio attraverso la preghiera, riesca a “seminare umanità, unità, forza e purezza”, raggiungendo contesti spesso nascosti ma profondamente segnati dal bisogno di speranza. Nel suo discorso, il Successore di Pietro ha reso omaggio anche alla testimonianza concreta di chi ha scelto di rimanere accanto al popolo algerino nei momenti più difficili. “Di fronte all’odio e alla violenza, i martiri sono rimasti fedeli alla carità fino al sacrificio della vita”, ha ricordato, citando l’esempio di fratel Luc, monaco medico della comunità di Notre-Dame de l’Atlas, che di fronte alla possibilità di salvarsi rispose: “Io voglio restare con loro”. Un esempio di comunità viva è stato poi indicato nell’esperienza raccontata da suor Bernardette, impegnata accanto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie: “Un ambiente così è sano e risanante, e non stupisce che chi soffre trovi le risorse necessarie per migliorare la propria salute, portando al tempo stesso gioia agli altri”, ha commentato Leone XIV. Infine una consegna: “Promuovere pace e unità, in un mondo dove divisioni e guerre seminano dolore e morte”. Un richiamo alle origini stesse della comunità cristiana, fondata – ha ricordato il Papa – sul desiderio di Gesù di una fraternità autentica. La basilica di Nostra Signora d’Africa diventa così simbolo concreto di questa vocazione: “Una Chiesa di pietre vive in cui si costruisce comunione tra cristiani e musulmani, accomunati dalla stessa aspirazione alla dignità, all’amore, alla giustizia e alla pace”. “Figli desiderosi di camminare insieme, di vivere, pregare, lavorare e sognare”, ha concluso il Papa.

258 views

Pubblicato 13 apr

"Non c'è nulla di cui scusarsi con il #Papa. Ha detto cose che sono sbagliate". Lo ha affermato in serata il Presidente degli Usa, Donald #Trump, risponendo alle domande dei giornalisti durante un punto stampa alla Casa Bianca. Trumo ha ribadito che il Pontefice è "debole" sul crimine. E sull'immagine, pubblicata su Truth, e poi rimossa, in cui era raffigurato come Gesù ha detto che è una "fake news". "Sono ritratto come un medico che fa del bene agli altri".

266 views

Hashtags

Pubblicato 13 apr

Due attentatori suicidi si sono fatti esplodere davanti a una stazione di polizia a Blida, a 45 chilometri da #Algeri, morendo sul colpo e ferendo un agente. Lo riferiscono diversi media nordafricani, ripubblicando sui loro siti un video dell'attacco circolato sui social media. L'attentato, che non è stato rivendicato, è il primo attacco, probabilmente islamista, nel Paese dal 2012 a questa parte. Tra le prime ipotesi, quella di un episodio isolato da parte di un gruppo in cerca di visibilità nel giorno della visita di #LeoneXIV ma senza alcun legame diretto con l'evento. Dal 1992 al 2002 l'Algeria è stata teatro di intensi attacchi terroristici, con oltre 150 mila morti.

227 views

Pubblicato 13 apr

🇩🇿🇻🇦 Papa #LeoneXIV, a piedi scalzi, visita la Grande Moschea di #Algeri. Per la prima volta un Pontefice entra nel grande luogo di culto islamico del Paese nordafricano, che è anche la terza moschea più grande al mondo. Accolto dal rettore della moschea, Mohamed Mamoun Al Qasimi, il Pontefice ha sostato in silenzio davanti al Mihrab, orientato verso La Mecca, in un momento di raccoglimento durato alcuni minuti. Successivamente, i due si sono incontrati in forma privata, alla presenza del cardinale George Jacob Koovakad, prefetto del Dicastero per il Dialogo interreligioso, e del cardinale Juan-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri. Nel Libro d’Onore, Leone XIV ha lasciato un messaggio in lingua francese: “La misericordia dell’Onnipotente conservi nella pace e nella libertà il nobile popolo algerino e tutta la famiglia umana”. Nel suo intervento a braccio, il Papa ha sottolineato il valore del luogo visitato, definendolo “uno spazio di Dio, uno spazio divino, sacro, dove tante persone vengono a pregare per trovare la presenza di Dio nella loro vita”. Il Successore di Pietro ha quindi ricordato il legame spirituale con la terra algerina, richiamando la figura di Sant’Agostino: “Vengo con molta gioia in Algeria, perché è la terra anche del mio padre spirituale, Sant’Agostino, che ha voluto insegnare tanto al mondo, soprattutto con la ricerca della verità, la ricerca di Dio, riconoscendo la dignità di ogni essere umano e l’importanza di costruire la pace”. “Cercare Dio – ha proseguito – è riconoscere anche l’immagine di Dio che è in ogni creatura, in ogni figlio di Dio, in ogni uomo e donna creati a sua immagine e somiglianza. Questo significa che è molto importante imparare a vivere insieme, con rispetto per la dignità di ogni persona umana”. Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato al dialogo e alla convivenza tra i popoli: “Con lo spirito, con questo luogo di preghiera, con la ricerca della verità anche attraverso lo studio e con la capacità di riconoscere la dignità di ogni essere umano sappiamo – e oggi con questo incontro ne abbiamo la prova – che possiamo imparare a rispettarci mutualmente, a vivere in armonia e a costruire un mondo di pace”. Il Vescovo di Roma ha poi assicurato la sua preghiera: “Questo pomeriggio prego per voi, per il popolo di Algeria, per tutti i popoli della terra perché la giustizia del Regno di Dio si faccia presente anche in mezzo a noi e che siamo tutti sempre più convinti della necessità di essere promotori di pace, di riconciliazione, di perdono”. Infine, un apprezzamento per la dimensione culturale e formativa del complesso: “Quanto è importante che l’essere umano sviluppi la capacità intellettuale che Dio ha dato all’uomo perché possiamo scoprire quanto è grande la creazione, quanto è grande ciò che Dio ci ha lasciato”.

282 views

Pubblicato 13 apr

Un invito a rileggere il mistero della sofferenza alla luce della fede e della Parola di Dio: lo scrive in un messaggio #LeoneXIV inviato alla Pontificia Commissione Biblica, riunita in assemblea plenaria dal 13 al 17 aprile sul tema della malattia e del dolore umano. Nel testo, il Pontefice affronta uno degli interrogativi più profondi dell’esistenza – “Perché la sofferenza? Perché la malattia? Perché la morte?” – riconoscendo come anche i credenti possano sperimentare smarrimento e persino ribellione di fronte al dolore. Tuttavia, alla luce della fede, queste esperienze possono diventare occasione di crescita interiore, aiutando la persona a distinguere ciò che è essenziale e a ritornare a Dio. Da qui l’esortazione rivolta agli studiosi: unire il rigore della ricerca esegetica con l’attenzione concreta alla vita delle persone, affinché la Scrittura possa illuminare anche le situazioni più difficili dell’esistenza umana. Al centro della riflessione papale vi è la figura di Cristo, presentato come modello di compassione. Richiamando i Vangeli, il Papa sottolinea come Gesù si sia fatto vicino ai malati, ai poveri e agli esclusi, fino a identificarsi con loro: “Ero malato e mi avete visitato”. Una compassione concreta, che diventa stile di vita per ogni credente, chiamato a vivere nella solidarietà, nella tenerezza e nella vicinanza agli altri. Il Pontefice evidenzia come, attraverso la passione, morte e risurrezione di Cristo, la sofferenza non sia più un destino cieco e incomprensibile, ma possa trasformarsi in amore, redenzione e aiuto fraterno. “In Cristo – afferma – il dolore acquista un significato nuovo”, diventando occasione di partecipazione all’opera salvifica. Un passaggio significativo del messaggio è dedicato alle sofferenze contemporanee: non solo quelle fisiche, ma anche quelle dei poveri, dei migranti e degli emarginati, spesso presenti nelle pagine della Sacra Scrittura. Un richiamo che allarga lo sguardo dalla dimensione personale a quella sociale del dolore. Forte anche il riferimento alla figura di Maria, contemplata ai piedi della Croce come madre sofferente. Il Papa invita i credenti a guardare a lei come modello di fede e di offerta, capace di unire il proprio dolore a quello di Cristo per il bene di tutti. Nel messaggio trova spazio anche il richiamo al magistero di Giovanni Paolo II, in particolare alla riflessione sul valore salvifico della sofferenza, che non aggiunge nulla all’opera redentrice di Cristo ma permette a ogni persona di parteciparvi in modo unico, attraverso la propria storia. In conclusione, Leone XIV ha espresso gratitudine e incoraggiamento ai membri della Commissione Biblica, auspicando che il loro lavoro – anche attraverso lo studio delle figure bibliche segnate dal dolore – possa diventare segno di speranza per tutti coloro che vivono la prova della sofferenza. Un messaggio denso e profondo, che rilancia una visione della sofferenza non come assurdità da subire, ma come luogo possibile di trasformazione, incontro con Dio e solidarietà tra gli uomini.

287 views

Hashtags

Pubblicato 13 apr

🇩🇿🇻🇦 Un forte appello alla #pace, al dialogo e alla dignità umana ha segnato il secondo discorso di Papa #LeoneXIV in #Algeria, rivolto alle Autorità, alla società civile e al Corpo diplomatico. “Vengo a voi come testimone della pace e della speranza che il mondo desidera ardentemente e che il vostro popolo ha sempre cercato”, ha esordito il Pontefice, definendosi “pellegrino di pace” desideroso di incontrare il “nobile popolo algerino”. Al centro del suo intervento, il richiamo alla fraternità universale: “Siamo fratelli e sorelle, perché abbiamo lo stesso Padre nei cieli”. Il Papa ha lodato il profondo senso religioso del popolo algerino, indicandolo come fondamento di una cultura dell’incontro e della riconciliazione. In un mondo segnato da conflitti e incomprensioni, ha ribadito la necessità di ritrovarsi e comprendersi, riconoscendosi come un’unica famiglia. “La semplicità di questa consapevolezza è la chiave per aprire molte porte chiuse”, ha affermato. Nel suo discorso, Leone XIV ha descritto l’Algeria come un Paese “mai sconfitto dalle sue prove”, grazie a valori radicati come solidarietà, accoglienza e senso di comunità. Un omaggio particolare è stato rivolto alle persone semplici, definite “i forti” e “il futuro”, capaci di non cedere alla tentazione del potere e della ricchezza a discapito della dignità altrui. Ha inoltre sottolineato la grande tradizione di ospitalità, propria delle culture arabe e berbere, come valore universale da custodire. Il Pontefice ha poi invitato a diventare protagonisti di un “nuovo corso della storia”, fondato sul rispetto della dignità umana e sulla capacità di lasciarsi toccare dal dolore degli altri, in un contesto internazionale segnato da violazioni del diritto e da nuove forme di neocolonialismo. Ampio spazio è stato dedicato all’analisi delle dinamiche globali contemporanee. Il Papa ha messo in guardia dai rischi opposti del fondamentalismo e della secolarizzazione, che possono svuotare il senso autentico di Dio e della dignità umana. “I simboli religiosi possono diventare linguaggi di violenza o segni senza significato”, ha osservato, denunciando le polarizzazioni del nostro tempo. Tuttavia, queste tensioni non devono spaventare: per Leone XIV rappresentano anche un’opportunità di rinnovamento. Da qui l’invito a educare al senso critico, alla libertà, all’ascolto e al dialogo, riconoscendo nel diverso “un compagno di viaggio, non una minaccia”. Centrale anche il tema della riconciliazione: “Dobbiamo lavorare alla guarigione della memoria”, ha esortato. Infine, un monito deciso contro ogni forma di sfruttamento della vita umana: “Sono illeciti i guadagni di chi specula sulla vita, la cui dignità è inviolabile”. Il Papa ha richiamato il valore simbolico e storico del Mediterraneo e del Sahara, crocevia di culture e civiltà, mettendo in guardia dal rischio che diventino luoghi di morte e disperazione. “Guai se ne facciamo cimiteri dove muore anche la speranza”, ha ammonito. Da qui l’appello conclusivo: moltiplicare le “oasi di pace”, rimuovere le cause della disperazione e contrastare chi lucra sulla sofferenza altrui. Un messaggio forte e articolato, che consegna all’Algeria e al mondo una visione fondata su dialogo, giustizia e speranza.

304 views

Pubblicato 13 apr

🇩🇿🇻🇦 Nella sua prima tappa in #Algeria, Papa #LeoneXIV sceglie di fermarsi davanti al monumento che commemora i martiri algerini di Maqam Echahid per parlare di #pace. “In questo luogo ricordiamo che Dio desidera per ogni nazione la pace: una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità. E questa pace, che permette di andare incontro al futuro con animo riconciliato, è possibile solo nel perdono. La vera lotta di liberazione sarà definitivamente vinta solo quando si sarà finalmente conquistata la pace dei cuori - afferma il Pontefice -. So quanto sia difficile perdonare, tuttavia, mentre i conflitti continuano a moltiplicarsi in tutto il mondo, non si può aggiungere risentimento a risentimento, di generazione in generazione”. “Il futuro appartiene agli uomini e alle donne di pace - assicura il Santo Padre -. Alla fine la giustizia trionferà sempre sull’ingiustizia, così come la violenza, al di là di ogni apparenza, non avrà mai l’ultima parola. In questa terra, crocevia di culture e religioni, il rispetto reciproco rappresenta la via perché i popoli possano camminare insieme”. “Possa l’Algeria, forte delle sue radici e della speranza dei suoi giovani, continuare a offrire un contributo di stabilità e di dialogo nella comunità delle nazioni e sulle sponde del #Mediterraneo - aggiunge il Vescovo di Roma -. Anche l’Algeria possiede questa ricchezza, che ha sostenuto il suo cammino nei momenti difficili e continua a orientarne il futuro. In questo patrimonio, la fede in Dio occupa un posto centrale: essa illumina la vita delle persone, sostiene le famiglie e ispira il senso della fraternità”. “Un popolo che ama Dio possiede la ricchezza più vera, e il popolo algerino custodisce questa gemma nel suo tesoro. Il nostro mondo ha bisogno di credenti così, di uomini e donne di fede, assetati di giustizia e di unità”, prosegue il Successore di Pietro mentre la pioggia continua a scendere copiosa. “Di fronte a un’umanità desiderosa di fratellanza e di riconciliazione, è un grande dono e un impegno benedetto il nostro dichiararci con forza ed essere sempre, insieme, fratelli tra noi e figli di Dio! - l’incoraggiamento del Papa - A chi va in cerca di ricchezze che svaniscono, che illudono e deludono, e spesso purtroppo finiscono per corrompere il cuore umano e generare invidie, rivalità, conflitti, Gesù ancora ripete la domanda che ha posto duemila anni fa: ‘Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?’. È una domanda fondamentale per tutti, a cui i morti che qui si onorano hanno dato la loro risposta: hanno perso la vita, ma in un altro senso, donandola per amore del proprio popolo”. “La loro storia sostenga il popolo algerino e tutti noi nel nostro cammino: perché la vera libertà non si eredita soltanto, si sceglie ogni giorno”, l’auspicio finale, insieme alla citazione delle parole di Gesù nelle Beatitudini.

323 views

Pubblicato 13 apr

#Roma si fa vicina al suo Vescovo. Sia il Sindaco che il Cardinale Vicario hanno espresso solidarietà al Pontefice dopo gli attacchi di Trump. "Raccogliendo i sentimenti del popolo di Dio presente nella Diocesi di Roma, mi faccio eco nell’esprimere solidarietà e confermando pieno sostegno al nostro Vescovo, papa #LeoneXIV, a fronte di attacchi sconcertanti al Suo magistero di pace. Il Vangelo delle Beatitudini è la sostanza della missione della Chiesa, e nessuno e niente, allucinato dal riverbero illusorio della prepotenza, potrà ostacolare questo annuncio", le parole del Cardinale Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Città di Roma. “Roma è vicina a Papa Leone. Gli attacchi di Donald Trump al suo alto magistero spirituale e al suo impegno per la pace sono inaccettabili e feriscono sensibilità e coscienze", scrive su X il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, aggiungendo: “La città di Roma, legata in modo unico al suo Vescovo, ribadisce con fermezza i valori del rispetto, del dialogo e della pace".

320 views

Pubblicato 13 apr

Quello in #Africa “doveva essere il primo Viaggio del pontificato”. Lo ha detto Papa #LeoneXIV, rispondendo alle domande dei giornalisti sul volo da Roma ad Algeri. “Già l’anno scorso, nel mese di maggio, avevo detto il primo viaggio vorrei farlo in Africa”, ha spiegato il Pontefice. "Subito hanno suggerito Algeria per Sant’Agostino”, ha aggiunto, dicendosi “molto contento di visitare di nuovo la terra di Sant’Agostino che offre un ponte molto importante nel dialogo interreligioso”. L’opportunità di visitare i luoghi della vita del vescovo di Ippona, oggi Annaba, è dunque, secondo Papa Leone, “una benedizione anche per me personalmente e anche per la Chiesa e per il mondo. Perché dobbiamo cercare sempre ponti per costruire la pace e la riconciliazione”. In quest’ottica, il viaggio apostolico “rappresenta davvero un’opportunità importantissima per continuare con la stessa voce, con lo stesso messaggio, che vogliamo promuovere la pace e la riconciliazione e il rispetto e la considerazione per tutti i popoli”.

344 views

Pubblicato 13 apr

🇩🇿🇻🇦 Papa #LeoneXIV, poco fa, è atterrato in #Algeria, prima delle quattro nazioni che saranno toccate nel corso di questo Viaggio Apostolico in #Africa. Accolto dalle autorità locali sotto la pioggia, il Pontefice è stato salutato anche dagli spari di colpi di cannone. In questa prima giornata si prevedono tre discorsi. Il primo, che Leone XIV pronuncerà in inglese, è previsto durante la visita al Monumento dei Martiri Maqam Echahid, che avverrà dopo la cerimonia di benvenuto all’aeroporto di #Algeri. Il secondo discorso, sempre in inglese, è in programma durante l’incontro con le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico, subito dopo la visita di cortesia al presidente della Repubblica. Nel pomeriggio si svolgeranno invece la visita alla Grande Moschea d’Algeri, la visita privata al centro di accoglienza e di amicizia delle suore Agostiniane missionarie a Bab El Oued e l’incontro con la comunità algerina nella basilica di Nostra Signora d’Africa, occasione del terzo e ultimo discorso della prima giornata del viaggio in Africa, che il Pontefice pronuncerà in francese.

331 views

Pubblicato 13 apr

“Non ho paura della amministrazione Trump. Io parlo del Vangelo, non sono un politico. Piuttosto cerchiamo sempre la pace e smettiamola con le guerre. Penso che le persone che leggono potranno trarre le proprie conclusioni: io non sono un politico, non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui". mentre era in volo per raggiungere l'#Algeria, Papa #LeoneXIV risponde così al Presidente #Trump che nelle scorse ore lo aveva duramente attaccato. Interpellato dai giornalisti che sono al suo seguito, il Pontefice ha anche espresso preoccupazione per l’uso improprio del linguaggio cristiano in ambito politico: “Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato nel modo in cui alcune persone stanno facendo.” E ha aggiunto: “Io continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra, a cercare di promuovere la pace, il dialogo multilaterale tra gli stati per cercare la giusta soluzione ai problemi". Infine, il Santo Padre ha ricordato che "il messaggio della Chiesa è il messaggio del Vangelo, beati i costruttori di pace: io non guardo al mio ruolo come un politico. Troppa gente sta soffrendo nel mondo”.

368 views

Pubblicato 13 apr

In una nota, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, "rinnovando la piena comunione con il Santo Padre #LeoneXIV, esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore dal Presidente degli Stati Uniti, Donald #Trump. Unendosi a quanto affermato dal Presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, Mons. Paul S. Coakley, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il Successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la #pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Santo Padre vicinanza, affetto e preghiera, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero".

326 views
123•••5•••10•••15•••20•••25•••30•••35•••40•••45•••50•••55•••60•••65•••70•••75•••80•••8384
PrecedentePag. 1 di 84Successiva