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Nel loro incontro a Washington, Donald Trump e Viktor Orbán hanno riaffermato una verità che le éli*e gl*baliste fingono di non vedere: i popoli hanno diritto a difendere la propria casa. Mentre l’Europa affonda sotto il peso di un’immigr*zione senza regole, l’Ungheria è rimasta un baluardo di sovranità e sicurezza. Trump ha lodato la fermezza di Orbán, ricordando che «l’Europa si sta riempiendo di mig*anti, e i Paesi non sono più riconoscibili». Parole che risuonano come un monito per chi, da Bruxelles, continua a predicare “accoglienza” mentre abbandona le periferie e i lavoratori europei al degr*do. Orbán, da parte sua, ha ribadito che «in Ungheria l’immigra*ione illegale è zero». Nessuna retorica, solo fatti: con*ini difesi, sicurezza garantita, identità protetta. In un mondo dove troppi governi si piegano ai diktat finanziari e alle mode ideologiche, Trump e Orbán ricordano che la politica deve tornare al servizio della Nazione e del popolo, non delle lobby e delle frontiere aperte.