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“Io qui ci sono cresciuta, ed era un’isola felice.” È da questa frase che parte il racconto di una residente di Rogoredo, una voce che riporta indietro nel tempo, a un quartiere diverso, prima che degrado, spaccio e insicurezza diventassero parte della quotidianità. In questa intervista abbiamo ascoltato la sua storia per raccontare, senza filtri, cosa significa oggi vivere accanto a un’area che da anni rappresenta una delle ferite più profonde della città. Un cambiamento lento ma costante, che ha trasformato abitudini, spazi e percezioni di sicurezza. Dalle strade ai giardini, dai sottopassi alle case, il suo racconto restituisce la realtà vissuta da chi non ha mai lasciato il quartiere. Non numeri né slogan, ma esperienze dirette: la paura, la stanchezza, la sensazione di essere stati dimenticati. Le sue parole, cariche di memoria e amarezza, raccontano una Milano che raramente trova spazio nel dibattito pubblico. Una città che chiede ascolto, presenza e risposte concrete, non interventi temporanei.