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Il leone del Ponte dei Leoni non è stato danneggiato per caso. È stato colpito perché simbolo di una città, della sua storia popolare e della sua identità. Un gruppo di giovani di origine maghrebina ha infilato un petardo nella bocca della statua, distruggendo un bene pubblico che appartiene a tutti i monzesi. Questo episodio non è una semplice bravata, ma l’ennesima dimostrazione del fallimento di un modello che tollera l’immigrazione senza pretendere rispetto, regole e integrazione reale. Chi vive ai margini, senza lavoro, senza disciplina e senza legami con la comunità, finisce per disprezzarla. La città non è una terra di nessuno. I monumenti popolari non sono bersagli. L’accoglienza non può essere cieca, né scollegata dall’ordine sociale. Chi distrugge i simboli comuni rompe il patto con il popolo che lo circonda. Difendere l'Italia significa difendere i suoi spazi, la sua storia e la sua dignità. Senza giustizia e legalità non esiste solidarietà. *E senza rispetto non esiste integrazione.*