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Milano senza filtri torna qui, a Rogoredo, dove la periferia chiede di non essere dimenticata. Al disagio della paura si aggiunge quello quotidiano: degrado, rifiuti abbandonati, siringhe nei giardini, schiamazzi notturni. I residenti parlano di marciapiedi evitati, di percorsi cambiati per non attraversare certe zone, di nonni che rinunciano a portare i nipoti al parco. E quando cala il buio, il quartiere cambia volto. Servirebbero più sicurezza, controlli costanti e interventi strutturali. Non solo repressione, ma la presenza concreta dello Stato che, nonostante i recentissimi casi di connivenza e lassismo da parte di alcuni suoi "servitori" infedeli, dimostri davvero la volontà di intervenire. Accantoa questo è fondamentale anche il ruolo dei servizi sociali, chiamati a prevenire e contrastare la dipendenza. Perché Rogoredo non vuole essere ricordata solo per la droga, ma per le famiglie, le scuole, la comunità che ogni giorno resiste. E tu? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti!