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🎙️Dalla conferenza stampa annuale del Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov, 18 gennaio 2024 🕌Medio Oriente 🎥https://t.ly/0y8jL È indubbio che gli Stati Uniti, assieme agli inglesi e ad alcuni altri loro alleati, hanno violato e calpestato tutte le possibili norme del diritto internazionale, compresa una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Una Risoluzione che semplicemente esortava alla tutela delle attività di navigazione commerciale. Nessuno ha dato a nessuno l’autorizzazione di bombardare lo Yemen. Esattamente come nessuno aveva dato autorizzazione alla NATO di bombardare la Libia nel 2011. Eppure questo Paese lo hanno bombardato, e lo hanno trasformato in un “buco nero”. Finora nessuno è stato in grado di rimettere insieme i frantumi in cui è stato ridotto lo Stato libico. Un numero enorme di rifugiati si è riversato in Europa, la quale ora si trova in difficoltà, mentre americani e inglesi non ne patiscono le conseguenze. Verso la regione centrale dell’Africa si sono riversati quegli stessi terroristi che l’Occidente ha usato per rovesciare Muammar Gheddafi. Lo stesso scempio lo vediamo in ciò che stanno facendo in questo momento nei confronti dello Yemen. Questo è chiaro a tutti. E le dichiarazioni dai toni giustificatori che arrivano da Washington appaiono, direi, a dir poco penose. Qualche giorno fa, a Davos, il Segretario di Stato USA Antony Blinken ha dichiarato che tutti i Paesi del Medio Oriente desiderano che gli Stati Uniti siano presenti nella regione, e vogliono che gli USA svolgano un ruolo di primo piano nell’area. Mi è difficile giudicare quanto davvero i Paesi della regione desiderino questo. Bisognerebbe chiederlo a loro. Ma c’è un Paese, l’Iraq, che già qualche anno fa aveva preso una decisione, una decisione che più o meno suonava così: “Gentili signori americani, grazie mille! Vi siete trattenuti da noi, finora avete tenuto qui le vostre basi militari, ma vediamo di finirla in qualche modo, facciamo che vi riaccompagniamo a casa vostra”. Però gli americani, semplicemente, non se ne vanno. Noi ne sentiamo parlare e sappiamo di certi contatti“semichiusi” che vedono la partecipazione degli USA, di Israele, e di singoli Paesi arabi. Ma tutti questi contatti non contemplano l’idea di un dialogo diretto tra palestinesi e israeliani, bensì suggeriscono che “gli adulti” trovino in qualche modo un accordo su come i palestinesi debbano andare avanti, per poi “presentare” loro la decisione già presa. Ciò non potrà funzionare in alcun modo. Solo il dialogo diretto può funzionare, ed è necessario ripristinarlo. Qui serve fare affidamento su un lavoro di tipo collettivo, cosa che gli Stati Uniti ormai non sono più abituati a fare. Al contrario, hanno preso l’abitudine di dettare legge. La direzione principale di tutti gli sforzi dovrebbe essere quella dell’istituzione di uno Stato palestinese, in pieno accordo con le decisioni prese dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Senza l’istituzione di uno Stato palestinese, la sicurezza di Israele non può essere davvero garantita. La Russia ha interesse a fare in modo che Israele e il suo popolo vivano in sicurezza. Noi siamo pronti a svolgere un ruolo attivo perché si possa giungere a una soluzione vera e propria, con la quale si garantirà la sicurezza di Israele nel quadro di una piena attuazione della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU riguardante la questione palestinese.