@papaevaticanonews · Post #8693 · 13.12.2025 г., 12:42
"Il #presepe è un segno importante: ci ricorda che siamo parte di una meravigliosa avventura di Salvezza in cui non siamo mai soli e che, come diceva Sant’Agostino, «Dio si è fatto uomo perché l’uomo si facesse Dio, […] perché l’uomo abitatore della terra potesse trovare dimora nei cieli» (Sermo 371, 1). Diffondete questo messaggio e mantenete viva questa tradizione. Sono un dono di luce per il nostro mondo che ha tanto bisogno di poter continuare a sperare". Questo il messaggio di saluto che Papa #LeoneXIV ha rivolto ai figuranti che oggi pomeriggio daranno vita al Presepe Vivente sul sagrato della basilica di Santa Maria Maggiore. Ricevuti nell'Aula delle Benedizioni, il Pontefice ha ricordato loro che proprio la reliquia della Sacra Culla, custodita nella basilica liberiana, "assieme al viaggio in Terra Santa, ispirò a San Francesco, nel 1223, la tradizione del presepe. Da allora, in tutte le parti del mondo si è diffusa l’usanza di raffigurare nei modi più diversi la Natività". Leone XIV ha citato poi Papa Francesco, il quale diceva che davanti al presepe, "mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall’umiltà di Colui che si è fatto uomo per incontrare ogni uomo". È proprio così, ha spiegato il Santo Padre: "dalla grotta di Betlemme, dove stanno Maria, Giuseppe e il Bambino nella loro disarmante povertà, si riparte per cominciare una vita nuova sulle orme di Cristo. Voi lo testimonierete nel pomeriggio, con il corteo che si snoderà per le vie della città. Esso, con le sue coreografie, con i costumi e le musiche, sarà un segno gioioso di quanto è bello essere discepoli di Gesù, il Dio fatto uomo". "Ciò vi rende oggi, ma poi sempre, come missione per la vostra vita quotidiana, pellegrini di speranza, portatori di consolazione e di ispirazione per tutti quelli che incontrate: per i piccoli e i grandi, per le famiglie, i giovani e gli anziani che troverete sul vostro cammino; per chi gioisce e per chi soffre, per chi è solo, per chi sente vivo nel cuore il desiderio di amare e di essere amato e per chi, pur con fatica, continua a lavorare con impegno e perseveranza alla costruzione di un mondo migliore", ha concluso il Vescovo di Roma.