@dellorcogeopolitica · Post #1461 · 06.03.2024 г., 14:14
🇷🇺🇺🇦 Solo gli ingenui, arrivati a questo punto della storia, potrebbero credere alla smentita di Kiev circa l'invito alla Casa Bianca declinato da Olena Zelenska, la first lady ucraina. La moglie di Zelensky non sarà a Washington in occasione del discorso sullo Stato dell'Unione che il presidente americano, Joe Biden, terrà giovedì. Secondo quanto riportato dal “Washington Post", la first lady ucraina avrebbe rifiutato per la possibile presenza di Yulia Navalnaya, vedova del dissidente russo Alexei Navalny. Stando alle fonti del giornale, la possibile presenza della donna avrebbe provocato imbarazzo agli ucraini perché Kiev non avrebbe dimenticato vecchie dichiarazioni di Navalny sulla Crimea. Poi la grossolana smentita: Zelenska avrebbe rifiutato l'invito americano per precedenti impegni e non per la presenza della vedova di Navalny. Una balla, visto che in un momento di visibilità ai minimi storici non esiste un impegno più impellente di un viaggio alla Casa Bianca. Zelenska non andrà perché, in modo anche molto logico, non vuole essere equiparata a Navalnaya. Non vuole cioè passare per un identico prodotto artefatto della #roc occidentale. Le due donne hanno due profili diversi e sebbene in Occidente la morte di Navalny abbia contribuito a farne un eroe per la libertà, questi, persino dalla colonia artica in cui si trovava, era e rimaneva un russo. Un russo anti-Putin, ma non un russo anti-Russia. Nessuno, men che meno in Ucraina, può dimenticarlo come non può dimenticare la sua militanza tra le fila nazionaliste prima di conquistare i galloni del "dissidente" tout court e fondare una sua formazione con supporto occidentale, e come non può dimenticare le sue posizioni sul dossier ucraino, compresa l'annessione della Crimea. Del resto la diserzione di Zelenska è il più palese ma non certo il primo atto di insofferenza ucraina nei confronti di Navalny. Alcune rifugiate ucraine in giro per l'Europa hanno postato le foto dei fiori freschi che si portavano in casa depredando i vari memoriali improvvisati nati dopo la morte di Navalny, con messaggi di accompagnamento come "continuate pure a portare fiori così ne avrò la casa piena ogni giorno grazie alla sofferenza dei russi", dando per assodato che a portarne in dono non fossero cittadini comuni ma, giustappunto, dei "dissidenti" di Putin. Il marketing politico occidentale in questo caso non funziona e non può funzionare. Se sono ucraino, i nemici del mio nemico non potranno mai essere miei amici se anch'essi hanno sangue russo nelle vene. Basta guardare ciò che sta accadendo tra le fila dell'esercito ucraino, che si sta sgretolando non tanto e non solo per la mancanza di aiuti occidentali, ma in concomitanza dell'arrivo al comando di Oleksandr Syrsky. Un russo.
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