Мой ноутбук обновился до Windows 11, и позавчера на нём стали происходить странности: некоторые программы отказывались выполнять некоторые свои функции. После тщательного исследования симптоматика прояснилась, но не стала более понятной: программы от Microsoft не могли получить доступ в сеть. Именно Microsoft и именно в сетевой части.
Outlook, Visual Studio, .NET — всё это вело себя так, будто интернет отсутствует. У программ от других производителей подобное не проявлялось, и у операционной системы в целом тоже.
Долгие часы гугления, переписывания реестра, изменения сетевых настроек, переустановки софта и драйверов ни к чему не привели. Я забил и откатился обратно на Windows 10 — всё заработало. А днём позже я прочитал в Твиттере у одного человека описание в точности такой же проблемы, и он докопался до правды — русский софт для электронных подписей КриптоПРО что-то менял в TCP-стеке, на что именно программы от MS реагировали отказом, но только в силу особенностей Windows 11.
Так вот. У меня лицензионный Windows и все лицензионные программы от Microsoft. Но нет никакого шанса, что вся эта честная лицензионность и идущая в комплекте поддержка хоть что-то смогла бы сделать за разумные сроки с моей проблемой. Реально, ведь там везде интеграционный ад.
С одной стороны, это чудовищно распространенный кейс: можно за 5 минут на любом телефоне и любом компьютере (под управлением любой ОС) найти какую-нибудь фигню, которая проявляет проблемы интеграции одного с другим. Этих проблем каждый человек встречал в своей жизни десятки, даже если всё всегда легально покупал (а порой — особенно если легально покупал). С другой стороны — производитель мог действительно за все циклы проверок ни разу не наткнуться на этот случай. И даже не представлять, что какая-то проблема может существовать.
Пользователи обречены на вечные страдания.
#dev
#Intelligence: Secondo una denuncia presentata da un whistleblower, la National Security Agency (NSA) ha intercettato una telefonata tra un funzionario dell’intelligence straniero e una persona vicina a Donald Trump.
La Direttrice dell’Intelligence Nazionale Tulsi Gabbard, appresa la notizia, invece di permettere alla NSA di condividere l'informazione, l’ha secretata consegnandola nelle mani del Capo di Gabinetto (Chief of Staff) di Donald Trump, Susie Wiles. Il giorno dopo l’incontro con Wiles, Gabbard ha dato ordine alla NSA di non pubblicare il report d'intelligence e di consegnarlo direttamente al proprio ufficio.
Il 17 aprile, il whistleblower ha contattato l’Ispettorato Generale per denunciare il blocco voluto da Gabbard, presentando una denuncia formale il 21 maggio. Dopo 14 giorni, il 6 giugno, l’Ispettrice Generale Tamara Johnson ha archiviato il caso affermando di “non poter determinare se le accuse fossero o meno credibili”.
Johnson ha inoltre stabilito che la denuncia avrebbe potuto essere presentata al Congresso solo dopo che il Direttorato dell’Intelligence Nazionale avesse fornito indicazioni su come farlo. Da allora, per otto mesi, la denuncia è rimasta chiusa e secretata o, come scritto dal Wall Street Journal, chiusa in una cassaforte.
Secondo alcuni parlamentari sentiti dal Guardian, inoltre, l’ufficio dell’Ispettrice Generale sarebbe compromesso da quando Gabbard avrebbe nominato un proprio assistente all’interno della struttura, Dennis Kirk, due settimane dopo il primo contatto tra il whistleblower e l’ufficio in questione. Kirk è uno degli autori del Project 2025.
Secondo l’Ufficio della Direttrice Nazionale, il report non è stato condiviso con il Congresso perché l’Ispettrice non avrebbe informato Gabbard degli obblighi di legge. Ma la versione non convince gli esperti sentiti dal Guardian, secondo cui questo caso dimostra come Gabbard non sia in grado di gestire dossier così importanti e sensibili come quelli d'intelligence. I membri della Gang of Eight, invece, si sono divisi tra chi ha criticato il comportamento di Gabbard e chi ha messo in dubbio la credibilità della denuncia.
La Gang of Eight ha ottenuto una versione della denuncia fortemente censurata, poiché Gabbard ha voluto esercitare il “privilegio esecutivo”, una sorta di autorità che viene invocata quando il Presidente è coinvolto e vuole proteggersi dalle azioni del Congresso.
#Intelligence, #Iran: Gabbard ha modificato la propria testimonianza, cambiando e omettendo delle parti rispetto al discorso scritto che il suo ufficio aveva pubblicato.
Ad esempio, ha omesso la parte in cui riteneva che l'Iran non avesse cercato di ricostruire le proprie infrastrutture per arricchire l'Uranio. Quando il Vicepresidente della Commissione Mark Warner (D-Virginia) le ha domandato per quale motivo ha saltato alcune porzioni del discorso preparato, ha risposto che lo ha fatto per tagliare i tempi del discorso. Una giustificazione che non ha convinto Warner che ha sottolineato come le parti omesse sono quelle che "contraddicono il Presidente."
Tuttavia, Gabbard ha confermato che il regime iraniano "appaia intatto ma ampiamente deteriorato".
#Iran, #Intelligence: Nella sua dichiarazione al Senato, Tulsi Gabbard ha dichiarato che "Come risultato dell'Operazione Midnight Hammer, il programma di arricchimento dell'uranio è stato obliterato. Non ci sono stati tentativi, da allora, di ricostruirlo."
Questa dichiarazione, però, smentisce quanto dichiarato a più riprese da Donald Trump, secondo cui la minaccua nucleare era imminente.
#Iran, #Intelligence: Secondo quanto riporta Erin Bianco (Reuters), la CIA avrebbe valutato che in caso di morte di Khamenei, il ruolo di Guida Suprema verrebbe assunto da membri estremisti delle Guardie Armate della Rivoluzione.