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Изходен канал @clockstackwheels · Post #261 · 19.03

#урбанист_купил_автомобиль, часть 3 (предыдущие: часть 1, часть 2). Первые два поста по теме были об урбанистике и проблемах автомобилизации городов. Но этот текст скорее про выбор гика. Расскажу, что за автомобиль, и почему такой. Исходные данные: работаю удаленно, и ездить на работу не нужно (впрочем, я считаю, надо делать всё возможное, чтобы не пришлось ездить на работу на автомобиле). Однако, живу далеко от метро + дача там, куда не ходит общественный транспорт. Так что автомобиль нужен для коротких поездок по району, для поездок на дачу и для поездок по КАД/ЗСД, перевозки вещей и семьи. При бесконечных деньгах, кажется, выбор гиков в пользу какой-нибудь Tesla X очевиден. Ну и ещё в добавок к ней дом с гаражом, где можно заряжать. При конечных деньгах (в моем случае ~2.5млн по старым ценам) пространство сужается. Выделил для себя три главных критерия: 1. Практичность для города и ближайшего пригорода, возможность перевозки вещей. Поэтому рассматривал только кроссоверы и внедорожники. Кстати, кто покупает в Питере седаны с низкой посадкой, можете парой слов обосновать этот выбор? Кажется, плюсов никаких, зато застрять в ледяной яме более чем вероятно. 2. Эмоции. Некоторые друзья автолюбители смеялись над этим пунктом. Но по мне так любая вещь должна обладать эмоциональной составляющей. Чтобы тебе кайфово было на неё смотреть и ей пользоваться. Поэтому я рассматривал только автомобили с интересным внешним видом, не слишком банальным цветом, и особенно с крутым интересным дизайном салона. Странно садиться в автомобиль и смотреть на убогие древнего вида приборы, миллион бестолковых кнопок и в целом унылый интерьер. Должно быть кайфово, а для гика кайф это хайтек. И ещё изрядно эмоций добавляет панорамная крыша, так что я тоже поставил это себе в список пожеланий. 3. Технологии. От современного автомобиля не только само по себе разумно ожидать некоторой технологической начинки, но она ещё и хорошо помогает новичку с небольшим фактическим опытом, как я. Так что только автомат. Адаптивный круиз-контроль. Радары и парктроники по периметру, камера заднего вида. В итоге получилось даже круче, чем я рассчитывал в эту цену, но о некоторых особенно прикольных технофишках я расскажу потом в других постах. В общем, с этими критериями и ценой я прошёлся по каталогам всех производителей, кто возит (возил :'( ) в Россию. Не скажу, что ассортимент меня ошеломил. Кажется, по-настоящему большое пространство выбора есть только за большие деньги, от 5млн (по старым ценам) и выше. Но внезапно самое интересное для меня решение нашлось у французов: Peugeout 2008 и 3008. Последний меньше понравился по дизайну, а в хорошей комплектации выходил за пределы ценовых рамок, так что я и остановился на 2008, самая топовая комплектация 2022 года (да, путаница из-за того, что модель называется как год). Интересный не слишком банальный дизайн. Не спорткар, конечно, но и не стариковская телега. Дизайн даже выиграл в каком-то европейском конкурсе. Довольно экономичный двигатель, 150 сил, но объём всего 1.2, мощность достигается за счёт турбины и электроники. Очень крутой высокотехнологичный салон. Много электронных наворотов: всё, что я хотел, плюс ещё пачка, об этом потом расскажу. В конце-концов, автомобиль в наше время это тоже гаджет. Из недостатков пришлось пожертвовать полным приводом, тут только передний. Варианты с полным у других производителей не дотягивали сразу по ряду критериев. Впрочем, мне говорили, что на кроссоверах полный привод всё равно ненастоящий. А полный внедорожник очень уж дорого, да и большой по размерам для города. Но мне очень нравится. Накатал 500 км, изучаю. И, конечно, кайфую каждый раз, когда спускаюсь в паркинг и когда сажусь в салон. Эмоции наше всё. #gadgets

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Търсене: #barbero

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1263 · 27.01.2026 г., 11:17

https://x.com/SavinoBalzano/status/2016106093773009055?s=20 Io renderei illegale il #FactChecking: illegale. Spesso è solo un modo per tappare la bocca a qualcuno. Senza contare che, alle volte, chi si arroga il diritto di decidere cosa sia o non sia fake è un autentico scappato di casa, senza titoli né arte né parte. Insomma, per dirla in breve: se il debunking su #Barbero fosse affidato, chessò, a Luciano Canfora, non lo condividerei comunque, ma potrebbe avere un senso. Se a verificare le parole di #AlessandroBarbero, viceversa, sono quelli che scrivevano che i russi combattono con le pale e con i chip tolti dalle lavatrici, ho qualche piccolissima riserva. Che dite? Preferisco fidarmi delle persone e del dibattito pubblico. Il Ministero della Verità anche no. Non siamo mica a Teheran. ;) #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano

la fionda📗

@lafionda · Post #7089 · 27.01.2026 г., 18:34

https://x.com/SavinoBalzano/status/2016106093773009055?s=20 Io renderei illegale il #FactChecking: illegale. Spesso è solo un modo per tappare la bocca a qualcuno. Senza contare che, alle volte, chi si arroga il diritto di decidere cosa sia o non sia fake è un autentico scappato di casa, senza titoli né arte né parte. Insomma, per dirla in breve: se il debunking su #Barbero fosse affidato, chessò, a Luciano Canfora, non lo condividerei comunque, ma potrebbe avere un senso. Se a verificare le parole di #AlessandroBarbero, viceversa, sono quelli che scrivevano che i russi combattono con le pale e con i chip tolti dalle lavatrici, ho qualche piccolissima riserva. Che dite? Preferisco fidarmi delle persone e del dibattito pubblico. Il Ministero della Verità anche no. Non siamo mica a Teheran. ;) #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1262 · 26.01.2026 г., 11:06

https://x.com/SavinoBalzano/status/2015741983218626865?s=20 La levata di scudi in difesa di #Barbero, a me, fa ridere. Per me #AlessandroBarbero è un mito assoluto, totale. Da sempre ascolto le sue lezioni: il suo approccio alla divulgazione storica è fenomenale, è un fuoriclasse in ciò che fa, oltre a essere un uomo cortese e molto gentile. A lungo mi sono vantato di aver pubblicato un libro con il suo stesso editore, Laterza, e fu uno dei pochissimi a mandarmi un’email di ringraziamento quando gliene inviai una copia. Siamo circondati da cafoni che peraltro hanno molto meno successo di lui. Per quanto mi riguarda, Barbero può dire il cavolo che gli pare: non mi interessa il merito della questione, è un diritto costituzionale e vale per tutti. Figurarsi se non debba valere per un uomo che, comunque, sarebbe bene ascoltare. Con la stessa sincerità, peraltro, ritengo che i contenuti del suo recente video non fossero tutti pienamente convincenti: alcuni passaggi mi sono apparsi un po’ forzati. Ci sto ancora ragionando. Dopotutto, nonostante io ritenga che la magistratura in questo Paese rappresenti un problema enorme a causa delle sue dinamiche interne, non ho ancora le idee chiarissime su come voterò al #referendum. Ciò premesso, lo ripeto: la levata di scudi in difesa di Barbero, a me, fa ridere. Io posso incazzarmi, devo incazzarmi: io e quelli che da sempre scrivono certe cose. Io mi sono incazzato anche quando, soprattutto da sinistra, si provava a sbranare Alessandro Barbero — era settembre 2021 — per aver firmato (insieme ad altre centinaia di docenti universitari) un appello contro il green pass. O quando, poco dopo, qualche cretin* (asterisco perculante a dir poco inevitabile) provava a descriverlo come un fan del patriarcato, mentre cercava di ragionare sul perché le donne — con suo assoluto malgrado — non fossero riuscite ad affermarsi socialmente come gli uomini. Provava a interrogarsi sulle possibili ragioni, con un approccio del tutto scevro da condizionamenti ideologici, eppure venne assalito. Andatevi a leggere gli articoli e i commenti deliranti di quelle settimane. Io posso incazzarmi, anzi devo incazzarmi: perché l’ho fatto durante la crisi sanitaria, quando i social provavano a censurare qualsiasi narrazione difforme da quella ufficiale, da quella corroborata dai media di regime. E la stessa cosa è accaduta durante le crisi internazionali, durante la prima fase della guerra in #Ucraina in primis. È stato lo stesso #Zuckerberg ad ammetterlo candidamente: di aver preso ordini dall’amministrazione #Biden. E poi, ditemi voi se il fact checking può essere affidato a chi scriveva che i russi combattevano con le pale. Per carità, stendiamo un velo pietoso. Io posso incazzarmi, io e chi come me ha criticato con ferocia atti dell’Unione Europea come il #DigitalServicesAct, con i quali le istituzioni unionali cercano di tappare la bocca a ogni testa dissenziente. Io e chi si incazzava quando ogni voce alternativa in Europa, soprattutto se contraria alla guerra e alle logiche di riarmo, veniva bollata (e viene tuttora bollata) come eversiva e fascista. Io e chi ha denunciato le migliaia di arresti che tuttora avvengono in Paesi europei che si vantano di essere democratici e che, in realtà, non lo sono affatto. Non può certo farlo chi si accorge solo degli arresti dell’#ICE di #Trump. Insomma, trovo davvero ridicole certe reazioni. Il video del prof. Barbero è stato penalizzato dall’algoritmo di Meta, e questo è una vergogna, ma abbiamo alle spalle anni e anni di sopraffazioni e umiliazioni riservate a chiunque provasse anche solo a sollevare un dubbio su ciò che si tentava letteralmente di imporre. In tutte quelle circostanze, molti di coloro che oggi si indignano e avanzano persino interrogazioni parlamentari erano dalla parte del bavaglio, e questo non può certo essere nascosto. Squallidi ipocriti.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1235 · 15.12.2025 г., 09:33

https://x.com/SavinoBalzano/status/2000497929933521097?s=20 Ricordo che #Calenda – subito dopo un memorabile scontro televisivo – pubblicò un post su X con il quale chiedeva un parere al suo folto pubblico su come fosse andato. Una domanda aperta, per certi versi apprezzabile, cui però poteva seguire qualsiasi risposta. Insomma, se chiedi, devi accettare anche il responso. Commentai semplicemente: «per me ti hanno asfaltato». Quella fu la mia ultima risposta alle domande di #CarloCalenda: mi bloccò. Forse lo urtarono le centinaia e centinaia di like che ricevetti. Evidentemente, in molti l’avevano vista come me. Che senso ha rivangare un episodio di mesi fa? A mio avviso denota un metodo, un metodo preciso. Sì, perché a me colpisce (si fa per dire) sempre una cosa: questi che dicono di essere gli alfieri della democrazia, della libertà, i cavalieri senza macchia e senza paura che si scagliano contro l’oscurantismo delle oligarchie, hanno come metodo preferito quello di tappare la bocca a chi non la pensa come loro. È curioso, un contrappasso per contrasto: difendono la democrazia facendoti tacere. In effetti, altri, prima di loro, ipotizzarono la costrizione alla libertà. Così dicevano in Francia: «vi costringeremo a essere liberi». Poco dopo vennero il Terrore e la ghigliottina. I loro bimbi, fateci caso, come automi tirano fuori ogni due per tre il Paradosso della Tolleranza di Popper e pensano di stare a posto così. Cercano una base teorica alla loro intolleranza, ma sanno manco chi fosse, Popper. Lo scambiano per l'omonima sostanza, temo. Carlo vede putiniani ovunque e tutti devono essere messi a tacere. Qualche settimana fa si è incazzato con #Formigli perché ha invitato Jeffrey #Sachs a Piazza Pulita. Lo sanno tutti che è putiniano: l'economista è arrivato persino a sostenere che ci fosse lo zampino statunitense nel rovesciamento di #Yanukovych. Roba da matti! Quando mai gli Stati Uniti hanno interferito con le scelte politiche di altri Paesi? Anche D’Orsi, per Calenda, è da mettere a tacere: ha osteggiato in tutti i modi che il Professore, per una vita titolare di cattedra a Torino e stimatissimo storico, tenesse una conferenza. Senza contare altri putiniani d’eccellenza, a cominciare da Orsini che, nel 2018, per dissimulare la sua passione per il Cremlino, suggeriva in audizione al Senato di non ritirare le sanzioni contro Mosca. Recentemente l’attacco a Di Battista, colpevole di aver pubblicato un testo dal titolo "La Russia non è il mio nemico". Calenda suggerisce di indagare i suoi rapporti con #Putin. Anche #Barbero nel mirino. Nel 2021 già pensava di lui: «Uno storico capace che dice castronerie di proporzioni cosmiche senza vergognarsene. Barbero. C’è da domandarsi cosa stia accadendo agli intellettuali in questo paese. Sembrano diventati tutti Cacciari. Boh». Avete Capito bene: Calenda che pensa di potersi confrontare con Barbero e Cacciari: "boh", appunto. Da ultimo propone lo scudo democratico: si fermino le ingerenze russe e cinesi. Su quelle europee in #Romania, invece, disco verde e avanti tutta. Recentemente ha anche dichiarato che la Lega sia un asset di Putin nella politica italiana. Strano, visto che il partito di #Salvini (sbagliando) continua a votare con la maggioranza per proseguire lo stillicidio di Kiev contro Mosca. Speriamo la smetta, infatti. Curioso modo di investire, da parte di Putin. Non credete? Sentite come suona questa dichiarazione del 2016 (dopo l’annessione della Crimea del 2014), rilasciata a una giornalista russa da un ministro italiano a San Pietroburgo: «c’è il Presidente del Consiglio, c’è il ministro dello Sviluppo economico, ci sono le grandi imprese, le banche. Più di così non potevamo portare: dovevamo traslocare il Colosseo poi». Quel ministro si chiamava Carlo Calenda. Insomma, un ginepraio di contraddizioni e ipocrisie questa idea di democrazia che pare suffragare. Ma, dopotutto, a proposito del Terzo Polo con Matteo #Renzi, ha detto: «ci ho creduto tanto da metterci il mio nome sul simbolo, pensa che pirla».