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Изходен канал @clockstackwheels · Post #27 · 23.05

Еще пара слов об ошибках UX в Телеграме. Как я писал раньше — все, кто занимается Телеграмом, без исключения сказали мне, что любой канал непрерывно теряет аудиторию, если не поддерживать его рекламой. Я поразмыслил, почему так, и ответ довольно очевиден. Сообщения в каналах приходят человеку напрямую, с уведомлением, в каком-то смысле навязываются ему и требуют внимания. Не как в других соцсетях — человек видит ленту когда сам зашёл её посмотреть. А как в телефонных звонках — человек отвлекается от текущих дел внешним раздражителем. Даже если уведомления отключены — а у большинства они в каналах отключены — это лишь более мягкая версия такого внедрения. Канал поднимается вверх в списке чатов. При этом канал напоминает о своём существовании, и тот процент подписчиков, кому он не очень интересен, может отписаться. А такой процент всегда есть, при любом качестве контента. Получается, что Телеграм наказывает авторов за посты. Если ты сидишь молча, твои подписчики падают медленнее, чем если пишешь. И это прям жёсткий косяк, одна из самых серьёзных ошибок команды Дурова. Причем, это именно просчёт, а не умысел, потому что сейчас Телеграм с рекламы между каналами не получает ничего. #web

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #997 · 30.04.2025 г., 06:46

https://x.com/SavinoBalzano/status/1917470362113126822?s=19 MATTARELLA "DIMENTICA" DI DIRE PERCHÈ I SALARI SONO BASSI. PER COLPA DI CHI? #Mattarella è intervenuto con fermezza sulla questione salariale e, più in generale, sulle difficili condizioni dei lavoratori in #Italia. Un passaggio significativo è stato dedicato al dramma dei caduti sul #lavoro. Si tratta di argomenti fondamentali. Tuttavia, è evidente che il Capo dello Stato li richiami quasi esclusivamente in occasione del #PrimoMaggio. C’è chi se ne occupa da anni, con continuità e dedizione. Il #Quirinale ha toccato un nodo essenziale: il lavoro, fondamento della nostra #Repubblica, da molto tempo mostra segnali di cedimento sempre più gravi. Ma nel suo intervento manca del tutto un’analisi delle cause. E questo, a ben vedere, è piuttosto singolare. Una denuncia priva di contesto finisce per essere poco incisiva. Perché i #salari non aumentano? Le retribuzioni ristagnano almeno per due motivi. Il primo – decisivo – è l’adozione di politiche economiche restrittive, lontane dall’obiettivo della piena occupazione. L’assenza di investimenti pubblici scoraggia anche quelli privati, impedendo la creazione di occupazione stabile. Ne deriva un’offerta eccessiva di lavoro – in particolare giovanile – che, come in ogni mercato, spinge verso il basso il “prezzo”, cioè il salario. È una dinamica elementare. Inoltre, come ha riconosciuto lo stesso Mario Draghi, non si è trattato di un incidente di percorso: questa strategia è stata deliberata, per competere sul piano dei costi in un sistema orientato alle esportazioni, sul modello tedesco. Accanto a questa impostazione economica si è affermato un intervento più strettamente normativo: la progressiva precarizzazione dei rapporti di lavoro. Così facendo, si è reso il lavoratore vulnerabile, meno tutelato, più esposto alla ritorsione, privo della forza necessaria per rivendicare diritti e migliori condizioni, anche retributive. Perché il #PresidenteDellaRepubblica evita di indicare le responsabilità reali, lasciando sottintendere che tutto dipenda dall’azione (o inazione) dell’attuale #Governo? Chi ha imposto l’#austerità? Chi ha spinto per la flessibilizzazione del mercato del lavoro? Chi ha voluto #Monti e #Draghi a Palazzo Chigi? Niente niente che il Colle c'entri qualcosa? È chiaro che voglia coprire politicamente le istituzioni sovranazionali che hanno imposto all’Italia un’agenda incompatibile con i principi costituzionali. Lui, della Costituzione, dovrebbe essere il garante. no? Tutti questi temi li ho trattati nel mio ultimo libro, Il salario minimo non vi salverà. Sono stato attaccato da quella parte di sinistra – sinistrucola – italiana divisa in due fazioni: da un lato i fessi che convintamente continuano a ripetere slogan sull’antifascismo, dall’altro i furbi che si rifugiano nella retorica della resistenza per nascondere le vere responsabilità di chi ha svenduto il Paese. Pensare che basti una leggina sul salario minimo per risolvere tutto questo è pura ingenuità. Significa – come troppo spesso accade – non aver capito nulla del problema o, più semplicemente, voler prendere in giro il Popolo italiano