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Изходен канал @clockstackwheels · Post #276 · 30.03

Преимущества личного автомобиля по сравнению с такси: 5. Цена. Ха-ха :) Да, если вы уже купили автомобиль для каких-то неизбежных нужд, и ваша жизнь без автомобиля невозможна, то использовать его бывает дешевле в тех случаях, когда без него можно было бы обойтись. По сути вы заплатите только за топливо и совсем чуть-чуть за износ. 4. Личный комфорт и отсутствие других людей. В машине ты чаще всего один, ты можешь громко петь, ставить музыку со своего телефона, аудиокнижку послушать или радио. В такси конечно тоже можно в наушниках, но без наушников удобнее, да и ужасная музыка таксистов может прорываться даже сквозь шумодав. Если ты следишь за своим авто, то он как правило чистый, в исправном состоянии, эстетически привлекателен для тебя, в отличие от произвольного качества машины в такси (даже на тарифах Комфорт и выше). 3. КАД и ЗСД, пригородные трассы. Таксисты очень не любят ездить по таким дорогам, постоянно ворчат, иногда и вовсе отказываются. По ЗСД не у всех действующий транспондер, не со всеми можно хорошо договориться. На машине ездить по таким дорогам наиболее кайфово, куда лучше, чем по городу. Вообще, если есть возможность доехать по КАД — я еду по КАД. Включил круиз-контроль, и сидишь себе. Никаких светофоров, никаких влезающих поперёк полосы идиотов и толкотни перед перекрёстками. 2. Гибкость в изменении маршрутов и подборе/высадке пассажиров. На автомобиле вы можете посреди пути поменять маршрут, вспомнив о том, что вам нужно было куда-то заехать. Вы можете свободно сколько угодно раз сажать и высаживать людей. В такси такое работает только при хорошем планировании заранее, либо необходимо будет договариваться с водителем, что неудобно и не всегда гарантирует успех. 1. Транспортировка вещей. Я оценил уровень удобства, который был мне прежде недоступен. Никаким другим способом нельзя хорошо решить задачу: «Нужно заехать в несколько мест, и в часть этих мест завезти объёмные тяжёлые предметы». Вы можете заехать к другу, оставив в багажнике 10кг ящик посуды, который везёте родителям. #life

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Търсене: #pertini

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #727 · 23.08.2024 г., 08:40

https://x.com/SavinoBalzano/status/1826902126892650501?t=Nph5MkcjigQSaPyF7ltyrA&s=19 Parlava agli operai dell'Italsider di Savona, #Pertini, con un discorso tanto toccante e appassionato da essere quasi insopportabile oggi, allo sguardo di chi può guardare indietro, con la consapevolezza di quanto sia stato tradito e disatteso. Si rivolgeva ai giovani, ai lavoratori e invitava tutti alla lotta, alla difesa, alla rivendicazione. Si perché Pertini sapeva benissimo che la #libertà senza giustizia sociale è cosa vana. Cos'è la libertà senza giustizia sociale? Si domandò retoricamente in un famoso discorso di fine anno da #PresidenteDellaRepubblica: è libertà di bestemmiare, nulla di più. Ecco cosa rispose. Era garante del vincolo interno, Pertini, della #Repubblica, della #Costituzione. Tutto ciò che oggi non è il #Quirinale. Oggi al Quirinale si inciucia coi Presidenti della Commissione Europea per disarcionare "dolcemente" un capo di governo inviso agli eurocrati di #Bruxelles o si pone il veto su quel ministro sgradito alle élite finanziarie eurounitarie. In questo Paese è diventato impossibile tutelare l'interesse nazionale: tale impegno è considerato quasi reazionario, nella accezione più negativa del termine. Il punto è che oggi essere reazionari è letteralmente doveroso: una reazione a chi vuole continuare a spolpare le nostre risorse è semplicemente l'unica cosa sensata da fare. Pertini si definiva orgogliosamente riformista. Era giusto: lo faceva quando certi presidi non erano ancora stati conquistati. Oggi forse non ha più senso, se non nella misura in cui la riforma coincida con la restaurazione. Viceversa, è corretto definirsi conservatori se si vuole ciò che voleva Pertini: libertà e giustizia sociale. Il gioco di prestigio è stato proprio questo: dividere i #diritti dopo aver diviso le persone. Contrapporre libertà a diritti sociali, abbandonando l'eversività del programma costituzionale, sancito in particolar modo nell'articolo 3, che più di ogni altro seppe conciliare le anime del Paese: la laburista ("partecipazione dei lavoratori") e la cristiana democratica ("sviluppo della persona umana"). Ciò è stato possibile quando chi storicamente aveva il compito di tutelare i fragili, le periferie sociali ed esistenziali, il mondo del lavoro, ha tradito. Ed è proprio per (mal)celare quel tradimento che si sventola ossessivamente e grottescamente la bandiera arcobaleno intonando un'ormai stonata "bella ciao". È l'imbarazzo di chi non può ammettere di aver "torto il volto" da una storia, da dei valori, da determinati ideali, da una prospettiva, a indurre certe messe in scena grottesche. Lo spettacolo sgredevole cui si assiste è frutto di una necessità imprescindibile: provare a dissimulare il fatto che nel Paese vi sia qualcuno che non persegue l'interesse del #popolo italiano, ma quello di qualcun altro. Un'agenda sociale non può esistere, dopotutto partiti come il #PD non l'hanno mai perseguita quando hanno guidato il Paese, perché la priorità per alcuni è quella di agevolare determinati centri di potere, mediante le politiche economiche neoliberali volute a Bruxelles (e non solo). Oggi si urla al #fascismo, mitizzando "intellettuali" completamente vuoti, ma se soltanto le forze di opposizione abbandonassero (cosa impossibile) il ruolo di servitù o di utile idiozia il pericolo diverrebbe quello del ritorno allo stalinismo o qualcosa del genere. Ecco perché è fondamentale aprire gli occhi e comprendere che gli ideali esistono, mentre non esiste più la tradizionale contrapposizione partitica da essi sottesa. Non ha dunque alcun senso il demenziale sostenere per affezione una parte, con la consapevolezza che appena arrivata al potere svenderà ciò che vi è più caro. E ragionarci da un Paese come la #Grecia è assai più amaro: qui il #neocolonialismo e l'avido sciacallaggio europeo lo hanno pagato letteralmente con la vita.