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Изходен канал @clockstackwheels · Post #296 · 11.04

Паттерн Декоратор — специальный способ организации модулей в программе, который позволяет подставить какую-то новую функцию прямо в середину цепочки вызовов, тем самым чуть-чуть подкорректировав поведение. Например, в реальном мире очки для чтения это декоратор. Вы ставите их между вашими глазами и текстом. Глобально взаимодействие ваших глаз и текста не меняется: отражённые световые лучи от страницы книги попадают в ваши зрачки, что с очками, что без них. Но очки располагаются посередине: они принимают лучи на вход и преломляют их, передавая дальше вам в глаза уже изменёнными. Важной особенностью является тот факт, что очки можно снять. Они не требуют ни модификации вашего тела, ни модификации книги. Вообще никакие условия не нужны, кроме наличия самих очков. А если вы в линзах, то внешний наблюдатель может даже этого не знать. Класс-декоратор должен быть спроектирован так, чтобы не требовать никаких изменений в объектах, с которыми он работает. Его можно отключить, чаще всего буквально закомментировав одну строку. В примере ниже программа выведет текст "Привет, мир, в натуре.", и вот это дополнение в конце как раз дописано декоратором. Можно убрать или закомментировать подчёркнутую строчку, не трогая остальной код, для всех внешних вызовов сигнатуры останутся теми же самыми, но выводиться будет уже просто "Привет, мир". В декораторы можно прятать логику, которую буквально навешивают поверх основной функции программы. Например, проверку прав на выполнение операции. Перевод на другой язык, логирование, поддержку обратной совместимости при обновлении и так далее. #dev

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1049 · 16.06.2025 г., 09:26

https://x.com/SavinoBalzano/status/1934542511730528379?t=47Ya1vjq0Kbps3qQqRYxrA&s=19 Quanto può costare una bugia? Basterebbe chiederlo agli iracheni. Le menzogne dell’amministrazione #Bush, quelle del suo Segretario di Stato Colin #Powell, e quella #provetta passata alla storia. Conteneva un distillato di falsità. Quel distillato ha avuto però la forza di aprire una voragine che ha inghiottito almeno mezzo milione di persone. Da quella voragine sono emersi i mostri denunciati da Julian #Assange, che ha pagato a caro prezzo la sua testimonianza, perdendo a lungo la libertà. Da quella voragine è emerso il carcere di #AbuGhraib. E oggi ci stiamo riprovando. Non esiste alcuna prova della volontà dell’#Iran di sviluppare armi nucleari. Nessuna. Solo nuove provette, come quella mostrata il 5 febbraio 2003 davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Chi siamo noi? E, soprattutto, chi è #Israele per negare ad altri paesi ciò che #Netanyahu possiede senza ammetterlo? Davvero qualcuno crede ancora alla narrazione dell’“unica democrazia del Medio Oriente”, del baluardo di civiltà in quella regione? Nessuno vede ciò che Israele sta facendo a #Gaza? E un paese responsabile di simili azioni merita davvero di possedere un arsenale nucleare? Stiamo liberando il popolo iraniano? Vogliamo “esportare la democrazia” come abbiamo fatto in Afghanistan? Con quale credibilità? Vogliamo liberare le donne di Teheran facendo piovere bombe sulle loro teste? Sono già circa 400 i civili uccisi in Iran, e il numero salirà. Il mondo non potrà tollerarci per sempre.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #714 · 24.07.2024 г., 12:54

https://x.com/SavinoBalzano/status/1816093217093193735?t=CTZ85DyoLPciXF_J96bXrw&s=19 Davvero Kamala rappresenta l'ultima speranza, l'ultima spiaggia, l'estremo tentativo di resistere: non lo è però per il popolo americano e tantomeno per i popoli del mondo occidentale. Lo è per una élite decadente e guerrafondaia che se la sta facendo sotto: se arriva #DonaldTrump, per loro i giochi sono davvero finiti. È un circo grottesco, una farsa: non so cosa stia accadendo negli #USA e cosa si dica da quelle parti. Sono certo che il servilismo della nostra "informazione", della nostra "stampa", dei nostri opinionisti e dei nostri commentatori sia tale che la metterebbe persino in imbarazzo, #Kamala, se sapesse come sbavano e slinguazzano dalle nostre parti. Una sorta di #Draghi al femminile, così la trattano e la omaggiano. Si affannano nell'argomentare che #Biden si sarebbe tirato indietro per senso dello stato: la verità è che l'hanno messo da parte perché, per quanto comodamente manovrabile, era ormai imbarazzante e totalmente impresentabile. Non lo ammetteranno mai perché lo hanno esaltato negli anni, eletto a grande statista, sostenendo quanto giuste fossero le sue scelte nella gestione delle crisi internazionali, nonostante i fallimenti inanellati uno dietro l'altro. E poi se ammettessero che #JoeBiden è completamente bollito, fuso, come accettare che resti a comandare dalla Casa bianca? E adesso, nell'eleggere #KamalaHarris a donna dell'anno, provano a far apparire #Trump vecchio, stanco, attempato: loro! Gli stessi che leccavano gli stivali del vecchio Joe, quello che stringeva la mano ai fantasmi e si accomodava su sedie invisibili. E #Harris ti viene raccontata come una che non hanno visto arrivare, un po' come una #Schlein un po' più presentabile o come una #Salis ancora più presentabile: si costruisce il personaggio, pian pianino, facendo leva su elementi tanto romanzati quanto ininfluenti. È donna e quindi farà del bene alle donne: quante cose buone hanno fatto, dopotutto, #VonderLeyen e #Lagarde, per le donne. Tante quante ne avrebbe fatte #HillaryClinton e tante quante ne farebbe Kamala che ora è in testa in tutti i sondaggi (i loro "sondaggi"). È di colore, una sorta di american #Soumahoro, e giù li a ricamare e ricamare. Come se un Presidente di colore non ci fosse già stato da quelle parti, tale #Obama, e non avesse bombardato mezzo mondo dopo aver finto di fare la predica ai #Bush. E la cesura deve essere scavata a fondo tra la nuova eroina radical e il Presidente in carica, più a fondo che sia possibile, nel ridicolo tentativo di far dimenticare alla gente che lei ne era la vice e ne condivideva ogni scelta.