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Изходен канал @clockstackwheels · Post #310 · 21.04

Поймал себя на том, что иногда мне нравится ездить на автомобиле, а иногда нет. Понятно, что чилить на автостраде это прикольно, а пробиваться через городские пробки — нет. Но я осознал, что иногда мне в городе вполне прикольно, а иногда нет. Я даже в пробках иногда стою спокойно. Начал рефлексировать, и понял: мне приятно ездить, когда я никуда не тороплюсь. Когда можно опоздать на 5-10-15 минут, а то и на полчаса. В гости к друзьям обычно можно опоздать. В магазин можно опоздать, если ты не под закрытие едешь. А вот если едешь на какое-то мероприятие ко времени, то опаздывать нельзя, и обычно даже 10 минут неприятны. Дорожная ситуация меняется не слишком предсказуемо. Время на поиск места парковки тоже не определено. Да и постоянное искушение где-то что-то нарушить, чтобы не опоздать. Либо наоборот — выезжаешь на машине сильно заранее, и на месте просто ждёшь полчаса. В общем, машина хорошо решает задачу "Добраться куда-то в место, плохо доступное другими видами транспорта". Но не слишком хорошо решает задачу "Добраться куда-то к заданному моменту с точностью плюс-минус 5 минут". А, например, пешком + метро решает хорошо. Можно, конечно, пофантазировать на тему какого-то предсказания и правильного планирования, но на деле пара забитых перекрёстков вполне могут стоить вам 10 минут, что в контексте городской жизни довольно много. P.S. Скоро у меня отпуск, и будут очень интересные посты про дроны и мототехнику. Хотя погода в Питере как обычно норовит подвести в самое неподходящее время. С таким климатом хоть на автомобиле езди! #life

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Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9712 · 19.03.2026 г., 15:30

Domenica 22 marzo, dopo un mese esatto, si conclude la venerazione "pubblica e prolungata" delle spoglie mortali di San Francesco nella chiesa inferiore della basilica di #Assisi. Sono migliaia le persone che in questo mese si sono messe in fila, sfidando anche pioggia e vento, per sostare in preghiere davanti alle spoglie mortali del Patrono d'Italia. Domenica, alle 17, nella chiesa superiore, il cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, presiederà una solenne celebrazione eucaristica a conclusione di questo evento voluto dai frati per celebrare gli 800 anni dalla morte del poverello di Assisi. La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Tv2000 e in streaming su Play2000. "Siamo stati una fraternità riunita attorno a Francesco", ha detto fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento. "Una fraternità di trecentocinquantamila persone raccolte qui - ha aggiunto - e di molte altre in tutto il mondo. Una fraternità composta e orante, che ha voluto incontrare nel segno di povere e fragili ossa tutta la potenza di una vita animata dallo Spirito, che continua a portare frutto. Grazie a tutti quelli che in modi diversi hanno collaborato per pensare, organizzare, gestire un avvenimento che si è realizzato ben oltre la mia immaginazione e le mie aspettative".

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@papaevaticanonews · Post #8955 · 10.01.2026 г., 11:33

Si sono aperti questa mattina, presso la basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, ad #Assisi, le celebrazioni per l’VIII centenario del Transito di San Francesco di Assisi (1226/2026). Presenti i rappresentanti delle Famiglie francescane, tra cui fra Massimo Fusarelli, ministro generale dei Frati minori; fra Carlos Alberto Trovarelli, ministro generale dei Frati minori conventuali; fra Roberto Genuin, ministro generale dei Frati minori cappuccini; Tibor Kauser, ministro generale dell’Ordine francescano secolare; fra Amando Trujillo Cano, ministro generale del Terz’ordine regolare, insieme a sr. Daisy Kalamparamban, presidente della Conferenza francescana internazionale dei fratelli e delle sorelle del Terz’ordine regolare. Il rito di apertura, si legge sul sito “è stato concepito come un ponte simbolico e spirituale tra il centenario della composizione del Cantico delle Creature (2025) e il centenario del Transito di Francesco (2026)”. Protagonisti saranno il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, mons. Domenico Sorrentino, e il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, in memoria della riconciliazione tra il vescovo e il podestà di Assisi. Entrati processionalmente nella Basilica portando un cero spento, è stato acceso al cero pasquale nella Cappella del Transito. La luce è stata poi portata nelle sei stazioni laterali della basilica, affidate ai sei rami della Famiglia francescana, ciascuna dedicata a una tematica del Testamento di San Francesco. In ogni tappa, la proclamazione di un testo delle Fonti francescane o del Vangelo, un intervento di un ministro generale e un segno simbolico o una testimonianza. Per l’occasione esposto il più antico dipinto raffigurante san Francesco di Assisi, conservato al Museo della Porziuncola, opera del Maestro di San Francesco (metà XIII secolo).

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@papaevaticanonews · Post #9624 · 11.03.2026 г., 20:56

Questo pomeriggio, nella chiesa superiore della basilica di San Francesco in #Assisi, il Cardinal Zuppi ha presieduto una solenne Celebrazione Eucaristica per implorare il dono della #pace in #Ucraina. L’iniziativa è stata organizzata dall’Ambasciata d’Ucraina presso la Santa Sede nel contesto della venerazione delle spoglie mortali di San Francesco, a quattro anni dall'inizio dell'invasione russa. Presenti circa 70 pellegrini della comunità ucraina in Italia. "Attraverso questa preghiera corale - ha dichiarato fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento, nel dare il benvenuto ai presenti all’inizio della celebrazione -, arricchita dalla presenza di numerosi sacerdoti ucraini e di tante persone giunte da quella terra ferita, mettiamo nelle mani del Signore l'intera umanità. Per l'intercessione di san Francesco, affidiamo a Dio la complessa situazione che stiamo attraversando a livello globale, implorando la pace non solo per l'Ucraina, ma per ogni luogo segnato dalla discordia". "In questi giorni straordinari - le parole di Zuppi -, abbiamo vissuto momenti di profonda partecipazione, durante i quali innumerevoli uomini e donne hanno potuto incontrare lo spirito di frate Francesco, trovando in lui una fonte inesauribile di luce e di speranza in un'epoca così difficile per il nostro mondo. San Francesco ci prende per mano e ci aiuta a guardare la realtà con occhi autenticamente cristiani, invitandoci a essere fratelli che vanno incontro ad altri fratelli, proprio come siamo chiamati a vivere ogni giorno". "Aiutati dal nostro fratello San Francesco - ha proseguito il cardinale durante l’omelia - non abbiamo paura di riconoscere di essere fratelli tutti. Non dobbiamo mai dimenticare che ogni guerra è fratricida. Qui impariamo la via della misericordia e della gioia: San Francesco continua a parlare, non perché offra soluzioni tecniche, ma la sua vita indica la sorgente autentica della pace. Per tutti noi chiediamo l'aiuto a costruire un tavolo di dialogo che sia tale, convincente, sicuro e garantisca un'architettura di pace con diritti e doveri". Alla celebrazione ha preso parte l'ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, che in chiusura ha preso la parola per rivolgere un saluto a tutta l’assemblea. Erano presenti, tra gli altri, il Vescovo della Chiesa Ucraina greco-cattolica, Grigori Komar, e gli Ambasciatori presso la Santa Sede di Ghana, Guatemala, Honduras, Italia, Slovenia e Uruguay, insieme ai rappresentanti di Paraguay, Haiti e Belgio. "Durante questa preghiera - ha dichiarato l’Ambasciatore ucraino - comprendiamo intimamente la grandezza del momento che stiamo vivendo. Avere la possibilità di parlare con Dio dal profondo dei nostri cuori, accompagnati dall'aiuto spirituale di san Francesco, rappresenta un dono di inestimabile valore. In questo luogo, riceviamo la sua incrollabile testimonianza di armonia e di amore divino per tutta l'umanità. Questi incontri ci insegnano che una pace giusta e autentica non è un traguardo irrealistico. Con la benedizione di San Francesco, simbolo eterno di amore tra i popoli, le nostre intenzioni possono diventare realtà. Oggi condividiamo desideri nobili e al tempo stesso semplici: pregare e sognare la pace ci chiama anche a lavorare concretamente per realizzarla".

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@papaevaticanonews · Post #9738 · 23.03.2026 г., 16:46

Con la chiusura del portone della basilica inferiore di #Assisi, alle 18.45, è iniziata la preparazione della conclusione della prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di #SanFrancesco, voluta per commemorare gli 800 anni dalla morte del poverello. Secondo le stime, sono oltre 370mila i fedeli, giunti da ogni angolo del pianeta, che in un mese si sono recati ad Assisi per pregare davanti la teca contenente le ossa del Patrono d'Italia. In serata, la celebrazione del rito della reposizione ha chiuso ufficialmente il mese dell’ostensione. Alle 21.30 il suono delle campane ha dato inizio al rito presieduto dall’Amministratore apostolico delle Diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, mons. Domenico Sorrentino, alla presenza dei soli frati del Sacro Convento. Celebrazione raccolta, commossa, intima e privata, ha segnato profondamente la comunità dei frati radunati attorno alle spoglie mortali del loro fondatore e padre. La celebrazione, breve e intensa, dopo l’ascolto del Vangelo della parabola del seme (Gv 12) - che è stata la chiave interpretativa teologico-spirituale di tutto l’evento dell’ostensione - e l’Ammonizione VI, è proseguita con la processione di tutti i frati presenti, la traslazione delle reliquie in cripta e si è conclusa con la benedizione solenne del presule. Momento di altissima emozione è stato il canto dell’inno dell’ostensione (Su questo colle, testo di fra Marco Moroni e musica di fra Peter Hrdy) da parte dei frati e “l’ultimo omaggio” che ciascuno di essi ha rivolto alle spoglie del Santo. Dopo la reposizione della teca in plexiglass all’interno dell’urna in bronzo dorato, vi è stata inserita anche la documentazione richiesta dalla legislazione canonica; la cassa è stata chiusa a chiave alle 22.30 circa. È seguita l’apposizione dei sigilli dell’urna di metallo, il suo inserimento all’interno del sarcofago in pietra nel pilastro al di sotto dell’altare maggiore e la saldatura dei sigilli della grata di metallo che lo chiude. Il tutto si è concluso intorno alle 23.30. La comunità dei frati ringrazia ancora una volta tutto il personale della Custodia Generale del Sacro Convento, i volontari, le istituzioni e i sostenitori che hanno permesso in vario modo questa grande esperienza condivisa di fraternità, preghiera e solidarietà rese possibili dall’amore per il Santo di Assisi. In questi primi giorni della settimana, sono in corso i lavori per riportare la chiesa inferiore e la cripta alle condizioni abituali di piena accessibilità da parte di pellegrini e turisti. La piena fruibilità è prevista a partire da giovedì prossimo, 26 marzo. Anche gli orari delle celebrazioni e delle confessioni subiscono alcune modifiche temporanee.

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@papaevaticanonews · Post #9426 · 21.02.2026 г., 15:14

📸 Momento solenne (e storico) ad #Assisi, dove questa mattina, i frati del Sacro Convento hanno proceduto con l’estumulazione delle spoglie mortali di #SanFrancesco. Inizia così la prima venerazione pubblica (e prolungata) del patrono d'Italia. L'ostensione delle spoglie, lo ricordiamo, avviene per celebrare l'ottavo centenario della morte del poverello di Assisi. Questo pomeriggio, le spoglie sono state traslate nella basilica inferiore, dove da domani, 22 febbraio, e fino al 22 marzo, potranno essere venerate dai fedeli di tutto il mondo. Sono già 400mila, secondo i dati ufficiali, le prenotazioni per accedere alla basilica.

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@papaevaticanonews · Post #9269 · 08.02.2026 г., 17:49

"Noi abbiamo ricevuto sistematicamente, ancora adesso, ordini di evacuazione della nostra comunità di #Gaza. Soprattutto durante la prima fase della guerra", "non è che io decido, non è che il pastore decide, perché i cristiani erano tutti e sono ancora tutti nel compound della chiesa. Chiamo il parroco che riunisce la chiesa e poi vediamo cosa fare, perché è arrivato l'ordine", "si parla della loro vita, sto parlando delle famiglie, gente che ha figli". Lo ha raccontato il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di #Gerusalemme dei Latini, parlando ad un evento ad #Assisi per l'ottavo centenario di San Francesco trasmesso in streaming sulla app dei francescani. Pizzaballa riferisce che all'inizio "avevamo già parlato con i sacerdoti che erano lì, decidendo che, se la comunità si dovesse dividere, e qualcuno decide di restare e qualcuno di partire, qualche sacerdote va con quelli che partono e gli altri restano con quelli che restano, in modo che nessuno sia lasciato solo". Ma a Gaza si è deciso: "Noi restiamo. Lo hanno deciso con le bombe a fianco, quindi non lo hanno deciso così in maniera teorica. Ci sono altre famiglie della zona di Cisgiordania che invece sono stanche e decidono di partire. La testimonianza di Gaza è stata molto chiara: 'noi restiamo'. E non è una scelta politica contro o a favore, non è questo, stiamo un po' fuori da questo. Le famiglie dicono: se i sacerdoti restano, restiamo anche noi".

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@papaevaticanonews · Post #9705 · 18.03.2026 г., 17:42

Una riflessione sul significato cristiano del “riposare in #pace”. Su questo si è incentrata l’omelia tenuta dal cardinal Dominique Mathieu, Arcivescovo di #Teheran-Ispahan dei Latini, in #Iran, durante la Santa Messa celebrata oggi ad #Assisi in occasione della venerazione delle spoglie di San Francesco. “Riposa in pace”, ha detto il Cardinale durante la funzione, “non è un augurio banale, ma un grido del cuore cristiano, una preghiera affinché l’anima del defunto trovi, al di là dei tumulti della terra, il riposo divino, quella pace profonda che solo Dio può dare”. Da qui l’invito a guardare al poverello di Assisi: “Volgiamo lo sguardo a San Francesco d’Assisi, l’uomo di pace per eccellenza, la cui vita ci insegna che questa pace non è solo una promessa dell’aldilà, ma è una realtà da vivere, da donare e da ritrovare quaggiù”. Una pace, ha aggiunto, “viva, non un sonno vuoto”, radicata nella tradizione cristiana fin dalle catacombe e nella speranza della risurrezione. Il porporato ha ripercorso la vicenda del santo, ricordando come Francesco “visse in un mondo in fiamme: guerre tra città, crociate sanguinose, divisioni familiari e sociali”, ma seppe trasformare quella violenza in un cammino evangelico. “Dio - ha spiegato il porporato - lo affinò nel crogiolo della sofferenza e nell’ombra lo toccò”, portandolo ad abbandonare le armi per “abbracciare il Vangelo: obbedienza alla Chiesa, povertà radicale, castità gioiosa”. Dalla conversione alla missione: “Francesco predicò la riconciliazione, ristabilendo la pace”, ha detto il cardinale, ricordando episodi come l’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil, avvenuto “non con la spada in pugno, ma con rispetto e pace”, in un gesto “profetico che disarmò i cuori”. E ancora: “A Gubbio placò il lupo, simbolo delle divisioni”, mostrando una pace “sociale ed ecologica”. Per l’Arcivescovo di Teheran, Francesco “incarna tutte le paci: quella interiore, comunitaria, sociale, umanitaria, ecologica e non violenta”, sintetizzate nel suo saluto, “Il Signore ti dia la pace”. Una prospettiva che interpella anche il presente: “Nel nostro mondo di oggi, tra guerre lontane, divisioni familiari, ansie personali, crisi ecologiche, la pace non è un orizzonte lontano”, perché “il Regno di Dio è in mezzo a voi”. “Come Francesco – ha esortato il porporato – costruiamo la pace nei nostri cuori con la preghiera, nelle relazioni con il perdono, nella società con la giustizia”. E con immagini quotidiane: “Quanti lupi di Gubbio nelle dispute familiari, quanti Arezzo nei nostri quartieri divisi”. La pace, ha insistito, “si semina con una presenza, un sorriso, un gesto di riconciliazione, anche rifiutando la violenza verbale sui social”. Infine, lo sguardo alla morte, riletta alla luce del Cantico: “Francesco ci mostra che la pace interiore trasforma la morte in sorella, un passaggio verso la pace eterna”. Le sue reliquie, venerate ad Assisi, “non sono una fine, ma un testimone di risurrezione”. “Impegniamoci da oggi in un cammino di pace”, ha concluso il cardinale, invitando a gesti semplici e concreti: “Riconciliatevi, perdonate, sostenete un emarginato”. Perché, ha ricordato citando il Concilio, “la pace non è solo assenza di guerra, ma è soprattutto un’opera di giustizia”. E l’invio finale: “Andiamo dunque, portatori di pace, ad annunciare: Pace a questa casa”.

Tutto Elezioni

@tuttoelezioni · Post #1076 · 25.05.2025 г., 15:47

#Italia🇮🇹 #Comunali #Assisi Ad Assisi la corsa è a 2. Il candidato del centrodestra è Eolo #Cicogna, sostenuto da Fratelli d'Italia (#FdI|ECR; nella lista sono presenti anche candidati del #PdF|Destra cristiana), Forza Italia (#FI|PPE), Lega (#LSP|PfE) e da 2 liste civiche (una delle quali include candidati di #NM|PPE|PPCE). È sostenuto anche dall'Unione di Centro (#UdC|PPE), che non ha presentato candidati. Il candidato del centrosinistra è Valter #Stoppini, sostenuto da Partito Democratico (#PD|S&D), Movimento 5 Stelle (#M5S|LEFT; include anche candidati di #AVS|G/EFA|LEFT), Rifondazione Comunista (#PRC|LEFT) e da 3 liste civiche. È sostenuto anche da Italia Viva (#IV|RE), che non ha presentato candidati. @TuttoElezioni

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9384 · 19.02.2026 г., 11:19

Papa #LeoneXIV a #Napoli, #Lampedusa e #Assisi. La Prefettura della Casa Pontificia ha diffuso il calendario delle visite pastorali che il Pontefice compirà in Italia. Venerdì 8 maggio, a un anno esatto dall’elezione, il Santo Padre sarà a #Pompei venerdì mattina dove presiederà la Santa Messa e supplica alla Madonna. Nel pomeriggio sarà a Napoli. In Cattedrale avrà l'incontro con il clero e i reeligiosi. Poi, in piazza Plebiscito l'incontro con la cittadinanza. Sabato 23 maggio Papa Leone sarà ad #Acerra per un incontro con i fedeli delle Terre dei Fuochi. Il 20 giugno tappa a #Pavia e il 4 luglio a Lampedusa. Il 6 agosto tornerà nuovamente ad Assisi. In mattinata sarà a Santa Maria degli Angeli mentre il pomeriggio, ad Assisi, incontrerà i giovani riuniti nel Centenario del Transito di San Francesco e presiederà la Santa Messa. Infine, il 22 agosto sarà a #Rimini per l'incontro con i partecipanti al 47° Meeting per l’amicizia fra i popoli. Poi la Santa Messa con i fedeli della Diocesi