Marx21.it@marx21news · Post #9754 · 17.02.2026 г., 07:48
Guerra, imperi e democrazia: qual è il compito dei comunisti oggi?
Il conflitto in Ucraina non è solo una guerra regionale, ma un terremoto che sta ridefinendo gli equilibri globali. Marco Pondrelli ci invita a una riflessione lucida e necessaria sul ruolo che le forze comuniste e democratiche devono giocare in questa fase storica.
L’analisi parte da un presupposto chiaro: per capire la guerra, dobbiamo capire gli obiettivi strategici degli attori in campo.
Chi cerca cosa?
La Russia, al di là della narrazione semplificata, persegue un obiettivo strategico preciso e razionale: impedire che l’Ucraina entri nella NATO. Non è (solo) una questione territoriale, ma di sicurezza nazionale e di mantenimento della neutralità di Kiev, sancita dagli accordi del '94.
Gli Stati Uniti, dall'altra parte, hanno un disegno altrettanto chiaro e costante nella loro storia: impedire la nascita di un asse forte tra la Russia e l'Europa, in particolare con la Germania. L'obiettivo è spezzare quel rapporto commerciale e politico (pensiamo al sogno del North Stream) che all'inizio degli anni 2000 sembrava poter saldare un ponte euroasiatico.
E l'Europa? Qui sta il nodo dolente. L'Unione Europea non ha una strategia, se non quella di seguire gli USA. Di fatto, come scrive Pondrelli, "una guerra contro l’Europa è stata combattuta dagli stessi europei". Il risultato? Capitali e industrie in fuga verso gli Stati Uniti e un continente che paga il conto di una guerra di cui non è protagonista.
Le conseguenze che tocchiamo con mano
Lo schema è antico quanto il mondo: "guerra all'esterno e austerità all'interno". Per prepararsi al conflitto (che gli USA vedono soprattutto come contenimento della Cina), l'Europa chiede sacrifici. Tradotto: meno spesa per il welfare, più soldi per il riarmo.
Ma c'è un problema: in Italia e in Europa non c'è una reale percezione di una minaccia russa o cinese. Come si fa a imporre politiche così impopolari?
L’unica via, avverte l'articolo, è la restrizione degli spazi democratici. Venuta meno la capacità di convincere (egemonia), si ricorre alla forza, dentro e fuori i confini.
✊ Allora, che fare? Il compito dei comunisti oggi
Di fronte a questo scenario, la ricetta di Pondrelli non si rifugia in facili illusioni, ma propone un lavoro concreto su due piani:
1. Guerra di posizione e alleanze. L'obiettivo non è il governo nel breve termine, ma la riconquista di spazi democratici. Dobbiamo costruire "casematte", punti d'appoggio, creando convergenze con tutte le forze politiche e sociali (anche democratiche e progressiste) che vogliono difendere la democrazia dallo svuotamento in corso.
2. Il ritorno al radicamento sociale. Oggi manca un partito comunista radicato nella classe lavoratrice. Da dove ripartire? L'articolo indica un settore strategico: la logistica. Come gli operai della metalmeccanica negli anni '60 e '70, oggi i lavoratori della logistica (portuali, magazzinieri, rider) sono il ganglio vitale dell'economia. Dare rappresentanza politica, non solo sindacale, a queste nuove lotte potrebbe essere la chiave per ricostruire un movimento forte e credibile.
? Un'analisi che invita a guardare oltre la cronaca, a cercare le radici profonde dei fenomeni e a chiedersi: come si costruisce un'alternativa in un'epoca di crisi e di conflitti?
Cosa ne pensate? Vi invito a leggere e a confrontarvi.
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https://www.marx21.it/associazione/guerra-imperi-e-democrazia-il-compito-dei-comunisti-nelleuropa-in-guerra/
Marx21.it@marx21news · Post #9681 · 03.02.2026 г., 07:49
Discutiamo sulla contraddizione tra imperialismi
✍️ di Giuseppe Amata
Viviamo una fase storica segnata da guerre, crisi economiche e ridefinizione degli equilibri mondiali. Capire la contraddizione tra imperialismi non è un esercizio teorico, ma una necessità politica per chi vuole costruire una reale strategia di classe.
L’egemonia USA è in crisi: resta forte sul piano militare, ma perde terreno su quello economico e finanziario.
L’Unione Europea, priva di autonomia strategica, si muove come appendice della NATO, pagando un prezzo altissimo in termini economici, sociali ed energetici.
Russia e Cina resistono al progetto unipolare, mentre i BRICS+ aprono la strada a un mondo multipolare.
Anche il Giappone tenta di rientrare nel gioco imperialista, rilanciando il militarismo in Asia.
La guerra in Ucraina mostra il fallimento della strategia dell’“Occidente collettivo”:
– sanzioni che colpiscono soprattutto i popoli europei
– recessione industriale
– perdita di sovranità economica
– riarmo come unica “soluzione” alla crisi del capitalismo
Ripartendo da Lenin e dall’analisi marxista dell’imperialismo, il testo ricostruisce continuità storiche e rotture, mostrando come la guerra resti lo strumento principale per tentare di uscire da una crisi strutturale del sistema.
Conclusione politica:
Non esiste una “Europa buona” da riformare dall’interno. Senza rompere il cappio della Commissione UE, della NATO e del capitale finanziario, ogni progetto di sviluppo autonomo è impossibile.
✊ Per i comunisti l’obiettivo di fase è chiaro:
– sciogliere l’Unione Europea
– riconquistare sovranità economica e monetaria
– rilanciare il ruolo del capitale pubblico
– ricostruire un forte Partito comunista
Senza organizzazione politica, tutto resta un sogno. Con l’organizzazione, diventa lotta.
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https://www.marx21.it/storia-teoria-e-scienza/discutiamo-sulla-contraddizione-tra-imperialismi/