Поймал себя на том, что иногда мне нравится ездить на автомобиле, а иногда нет. Понятно, что чилить на автостраде это прикольно, а пробиваться через городские пробки — нет. Но я осознал, что иногда мне в городе вполне прикольно, а иногда нет. Я даже в пробках иногда стою спокойно.
Начал рефлексировать, и понял: мне приятно ездить, когда я никуда не тороплюсь. Когда можно опоздать на 5-10-15 минут, а то и на полчаса. В гости к друзьям обычно можно опоздать. В магазин можно опоздать, если ты не под закрытие едешь. А вот если едешь на какое-то мероприятие ко времени, то опаздывать нельзя, и обычно даже 10 минут неприятны.
Дорожная ситуация меняется не слишком предсказуемо. Время на поиск места парковки тоже не определено. Да и постоянное искушение где-то что-то нарушить, чтобы не опоздать. Либо наоборот — выезжаешь на машине сильно заранее, и на месте просто ждёшь полчаса.
В общем, машина хорошо решает задачу "Добраться куда-то в место, плохо доступное другими видами транспорта". Но не слишком хорошо решает задачу "Добраться куда-то к заданному моменту с точностью плюс-минус 5 минут". А, например, пешком + метро решает хорошо. Можно, конечно, пофантазировать на тему какого-то предсказания и правильного планирования, но на деле пара забитых перекрёстков вполне могут стоить вам 10 минут, что в контексте городской жизни довольно много.
P.S. Скоро у меня отпуск, и будут очень интересные посты про дроны и мототехнику. Хотя погода в Питере как обычно норовит подвести в самое неподходящее время. С таким климатом хоть на автомобиле езди!
#life
Papa #LeoneXIV riceverà in udienza, giovedì 9 aprile, alle ore 11.30, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, alcuni sportivi italiani, rappresentanti di tutti coloro che hanno partecipato alle #Olimpiadi e alle #Paralimpiadi invernali di #MilanoCortina, per mettere in risalto i successi degli atleti, la cui passione e le cui capacità hanno arricchito così tanto le nostre vite.
Proprio nel giorno di apertura dei Giochi, il 6 febbraio scorso, il Santo Padre ha firmato la Lettera “La vita in abbondanza” sul valore dello sport. A coordinare l’iniziativa dell’Udienza è il Dicastero per la Cultura e l’Educazione, con il coinvolgimento di Athletica Vaticana, in collaborazione con il Comitato Nazionale Olimpico Italiano (Coni) e il Comitato Italiano Paralimpico (Cip) Significativamente, durante l’Udienza sarà presente in sala la “Croce degli Sportivi” che, per tutta la durata dei Giochi, è stata collocata nella basilica di San Babila a Milano.
Alcuni atleti si recheranno poi al Dispensario Pediatrico “Santa Marta”, sempre in Vaticano, per incontrare alcune famiglie in situazioni di povertà e fragilità.
Nel giorno in cui #Milano accoglie la Croce Olimpica degli Sportivi in vista dei Giochi di #MilanoCortina, Papa #LeoneXIV auspica che "queste giornate di sana competizione contribuiscano a costruire ponti tra culture e popoli, promuovendo l’accoglienza, la solidarietà e la pace”.
Le parole del Pontefice arrivano nel capoluogo lombardo tramite un telegramma, a firma del Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, inviato a mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, che questa sera presiede Messa a San Babila, chiesa dove sarà custodita la Croce Olimpica per tutta la durata dei Giochi Olimpici e Paralimpici.
Il Santo Padre, salutando "quanti prendono parte alla celebrazione” “auspica" altresì che le #Olimpiadi suscitino "sentimenti di amicizia e di fraternità, rinsaldando la consapevolezza del valore dello sport al servizio dello sviluppo integrale della persona umana”.
“Siano giorni di festa! Sia festa per l’incontro di pace tra i popoli, sia festa per la bellezza delle gare e dei risultati, sia festa perché le Olimpiadi e le #Paralimpiadi non escludono nessuno”, le parole di mons. Delpini durante l'omelia.
“Siano giorni di profezia - prosegue l'Arcivescovo -, profezia della vocazione alla fraternità universale, profezia per la testimonianza di onestà in ogni cosa, profezia perché le Olimpiadi e le Paralimpiadi piantano nella vicenda umana eccellenza, amicizia, rispetto”.
Il presule chiede inoltre che siano “giorni di condivisione, perché la festa non dimentica le tragedie, perché le risorse non siano per i ricchi, ma per tutti, perché le Olimpiadi e le Paralimpiadi alimentano la cultura della pace”.
Dall'Arcivescovo anche il richiamo all'ascolto del corpo: "Il tuo corpo parla a chi ti incontra. Non ridurre il corpo a una macchina da sfruttare, non ridurre il corpo a un meccanismo complicato che ogni tanto deve essere aggiustato, non ridurre il corpo tuo e altrui a un oggetto da desiderare, non ridurre il corpo a una prigione di cui liberarsi, a un’apparenza di cui vergognarsi”.
“In queste settimane i Giochi saranno una specie di festival del corpo”, prosegue il presule, sottolineando che gli atleti “potranno istruire la città e tutti coloro che sanno ascoltare”. Lo #sport, per mons. Delpini, è “una scuola di ascesi, di morale, di umanità, di vita, di audacia e di fantasia”. Riferendosi alla croce degli sportivi, l’arcivescovo spiega: “Il corpo di Cristo, crocifisso per amore, è l’apertura per andare oltre e accogliere il mistero. Se volete sapere che cos’è l’amore, guardate a Gesù, adorate il corpo crocifisso e risorto”.
📸 Arcidiocesi di Milano